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Taxi e Ncc: authority e Uber tentano il disgelo

L'antitrust ribadisce la necessità di riformare la mobilità non di linea in senso aperto, Uber incontrerà i tassisti il 20 marzo: dialogo duro in partenza.

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L’autorità per la concorrenza scrive a governo e ministeri, Uber direttamente alle sigle sindacali dei tassisti. Una particolare congiunzione di intenti in questa doppia coppia: da un lato coloro che hanno risolto temporaneamente il caos dovuto allo sciopero selvaggio dei taxi; dall’altro, due entità che all’epoca non sono state ascoltate dal ministero dei trasporti, troppo occupato a evitare altre bombe carta. Nei primi incontri per disegnare la prossima legge sui trasporti, infatti, non sono mai state invitate le authority né la tanto citata Uber.

Lo stato attuale del dibattito dopo le proteste dei tassisti è che il ministro Del Rio si è preso l’impegno di promuovere presso palazzo Chigi un decreto sospensivo degli effetti del Milleproroghe appena votato, ribadendo due principi conservativi: niente legalizzazione di UberPop, niente possibilità per i driver Ncc di girare liberamente per la città. Peccato però che queste sono, secondo l’Agcm, le manovre per liberalizzare il mercato della mobilità. Lo ha ribadito nell’ultima segnalazione al Parlamento (pdf), tristemente identica a quelle degli anni precedenti, partendo da un premessa – la riforma del settore deve passare da un alleggerimento della regolazione esistente – e arrivando alle stesse, inascoltate (fin qui) conclusioni: flessibilità nella concessione di licenze e nella distinzione tra driver diversi con offerte diverse; regolamentazione dei servizi non professionali, aprendo a questa possibilità in cambio di garanzie assicurative e fiscali.

Utopia? Per l’autorità si potrebbe provare a sciogliere il niet durissimo dei tassisti intervenendo sull’ostacolo vero, quello un po’ ipocritamente nascosto: le cifre spese per acquistare le licenze tra privati:

Queste misure determinerebbero una immediata estensione dell’offerta di servizi di mobilità non di linea a tutto vantaggio dei consumatori finali. La possibilità di successo di una tale riforma in senso pro-concorrenziale del settore è tuttavia legata all’adozione di misure idonee a limitare quanto più possibile l’impatto sociale dell’apertura del mercato. A beneficio dei tassisti in servizio al momento dell’entrata in vigore della nuova normativa, l’Autorità pertanto suggerisce alcune forme di compensazione che potrebbero essere finanziate tramite la costituzione di un Fondo finanziato dai nuovi operatori e dai maggiori introiti derivanti da possibili modifiche del regime fiscale.

In soldoni: se vi promettiamo che compenseremo i vostri investimenti, ci lascerete fare la riforma?

Uber invita i tassisti a dialogare

In qualità di general manager di Uber, Carlo Tursi ha scritto una lettera alle sigle sindacali che da anni prendono di mira la società tecnologica «per troppo tempo vista in contrapposizione al servizio taxi». Il suo invito è per un incontro a porte chiuse, il 20 marzo a Roma, al centro congressi Frentani a mezzogiorno.

Troppo tempo è stato speso su un confronto che non guarda al futuro ma solo al passato, penalizzando anche i consumatori che di questo non hanno colpe. Noi vogliamo guardare al futuro e vorremmo farlo anche con voi, vogliamo discutere di proposte concrete che possano vederci collaborare da qui in avanti.

Funzionerà? Sarà l’inizio del disgelo? Ci vuole molto ottimismo per crederlo, ma al punto in cui siamo non costa nulla.

Fonte: AGCM • Notizie su: , ,
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  • 13/03/2017 alle 18:13 #659796

    Massimo
    Membro

    In un Paese normale molte affermazioni contenute in questo articolo sembrerebbero pura follia:

    – i tassisti assaltano la città a mano armata (si parla di bombe carta, oltre che delle ben note violenze)

    – i ministri ritirano le proposte di legge per paura delle violenze di una lobby di violenti, invece di mettere in galera i delinquenti e precettare chi non svolge il servizio (sospendendo le licenze a chi si rifiuta): i cittadini gradirebbero una legge sia uguale per tutti, non gestita a seconda del vento che tira da governanti da operetta.

    – licenze per servizi pubblici che vengono vendute fra privati, invece di essere assegnate dall’autorità sulla base delle esigenze del servizio e delle garanzie di serietà dei guidatori (dato quello che è successo mi sembra che in questa categoria ci siano anche dei delinquenti: noi dobbiamo essere in balia di questi quando prendiamo un taxi?)

    Mi sembra che l’Italia vada sempre più verso il baratro: di questo passo finiremo come una delle repubbliche sudamericane.

    Ovviamente un ennesimo ringraziamento ai sindacati, che assieme ai politici negli ultimi 50 anni hanno distrutto l’Italia per i propri interessi di casta (che raramente coincidono con quelli dei lavoratori e mai con quelli dei cittadini).