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Earth Hour: un’ora di buio per un futuro luminoso

25 marzo 2017, giorno in cui il WWF chiede di spegnere le luci per un'ora come dimostrazione di impegno per il futuro del pianeta: iniziative e significato.

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Spegnere le luci per accendere la consapevolezza: è questo l’Earth Hour (“Ora della terra“), appuntamento che il 25 marzo porta anche in Italia questa importante iniziativa finalizzata al risveglio delle coscienze sui temi ambientali. «Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. È la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza».

Earth Hour: spegnere le luci, scaldare le coscienze

Ecco il motivo per cui oltre 400 comuni italiani sono pronti a spegnere le facciate dei palazzi istituzionali, monumenti ed edifici storici: per un’ora, un’ora soltanto. Un’ora di buio e meditazione, per molti versi un’ora di raccoglimento interiore: si spegne il Colosseo, si spegne la Basilica di San Pietro; si spengono la Mole Antonelliana, l’Arena di Verona, Piazza San Marco e mille altri punti simbolici del nostro paese. Tutti assieme, per un’ora almeno, per ricordare a tutti che l’intera umanità vive sullo stesso pianeta e condivide rischi e responsabilità circa quanto succede al clima. Una piccola palla con 7 miliardi di persone e un ecosistema estremamente fragile, di fronte al quale è fondamentale collaborare e agire nella direzione della sostenibilità.

L’appuntamento è per sabato 25 marzo, ma l’iniziativa ha già vissuto un significativo aperitivo milanese quando una grande realtà come Samsung ha deciso di spegnere le luci del proprio Samsung District in anticipo di qualche giorno per dare un contributo ancor più forte all’iniziativa del WWF: spegnere le luci in un giorno infrasettimanale consente infatti un risparmio ancor più importante e l’iniziativa assume ben maggior significato. «La campagna di Samsung ha portato ad una riduzione di circa 8.000t in emissioni di CO2 e ha visto l’azienda donare 1.400 lampadine a LED per i residenti di Tiom, un villaggio rurale nella provincia indonesiana di Papua. Ora, i residenti di Tiom possono sentirsi più sicuri e più liberi durante la notte, senza preoccuparsi della mancanza di energia elettrica». Perché se spegnere le luci è la scelta simbolica di un’ora, utilizzare sistemi di illuminazione a basso assorbimento è invece una scelta che va nella direzione della sicurezza, della sostenibilità e dell’approdo ad un nuovo modo di progettare la propria impronta ambientale.

Earth Hour: spegnere le luci, accendere una lampadina

Se al termine dell’Earth Hour non si dovesse avvertire alcun cambiamento, l’iniziativa non sarà servita a nulla. I simboli, invece, devono saper graffiare, incidere le coscienze e sradicarne gli aspetti che necessitano di evoluzione. Un’ora di buio ha dunque il dovere di scaldare le coscienze, ma anche quello di accendere una metaforica lampadina: idee, progettualità, visioni.

Su questo fronte va segnalata dunque l’interessante esperimento messo in piedi da Ericsson, che presso la propria sede romana ha messo a punto una soluzione di smart lightning «in grado di ridurre fino al 45% i consumi dell’illuminazione del parcheggio aziendale». L’idea è semplice e non certo nuova, ma è grazie alle competenze IoT del gruppo che l’idea può finalmente diventare realtà. Il risparmio di un’ora di buio, infatti, non è nulla a confronto del risparmio che si potrebbe ottenere se tutte le strade o le piazze potessero accendersi in base alle necessità ed all’uso del momento. Enorme sarebbe il risparmio se esistesse su larga scala un meccanismo intelligente in grado di visualizzare auto e passanti, prevederne le percorrenze e accendere soltanto le luci effettivamente utili in quel momento:

Questo servizio è stato integrato all’interno dell’Ericsson IoT Accelerator, un laboratorio-piattaforma che l’azienda ha realizzato per coinvolgere ricercatori, operatori, clienti, startup, università, dipendenti in attività di co-creazione e test di soluzioni IoT, e rientra così all’interno di un’infrastruttura che abilita le smart city. L’integrazione della soluzione di smart lighting Ericsson nell’IoT Accelerator, che include molti altri tipi di servizi IoT sviluppati per differenti settori – utility, trasporti, sicurezza pubblica ecc – consente infatti di sviluppare soluzioni in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di promuovere un modello di sviluppo più sostenibile nelle città, permettendo di far dialogare i lampioni con altri dispositivi connessi. Si possono così innescare risposte del lampione in relazione al passaggio di un’auto connessa e al suo rilevamento di specifici eventi o alla presenza di persone nelle vicinanze.

Applicare sistemi intelligenti a entità come le strade e la mobilità significa far compiere un passo fondamentale alle città nella direzione delle smartcity: l’evoluzione non può infatti soltanto essere orientata all’efficientamento dei flussi e non può certo ignorare l’appello ecologista che gli studi sul clima urlano a tutto il mondo.

La partecipazione all’Earth Hour da parte di Samsung (attraverso una importante iniziativa simbolica) e da parte di Ericsson (attraverso una proposta concreta per disegnare un futuro più sostenibile) sono il fondamentale compendio alla miriade di lampadine che le pubbliche amministrazioni spegneranno per un’ora. Privati, aziende e istituzioni vivono sul medesimo pianeta: il messaggio del WWF è rivolto a tutti e chi dimostra di saperlo cogliere sta già facendo qualcosa per assicurare un futuro luminoso a quel fragilissimo ecosistema che ci sta ospitando in questo angolo dell’Universo.

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