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Trump rinuncia al boicottaggio Apple: usa iPhone

Donald Trump rinuncia alla campagna di boicottaggio contro Apple e sceglie iPhone come suo smartphone ufficiale, dopo le polemiche sul suo vecchio Android.

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Non è passato molto tempo da quanto Donald Trump, nel corso della campagna per le presidenziali USA, aveva invitato i suoi sostenitori a un ferreo boicottaggio dei prodotti Apple. Il 19 febbraio del 2016, a seguito della contrapposizione tra il gruppo di Cupertino e l’FBI per lo sblocco di uno smartphone appartenuto all’attentatore di San Bernardino, il tycoon aveva infatti pubblicamente accusato la società californiana, spiegando in un tweet come il comportamento dell’azienda fosse d’aiuto “ai terroristi islamici”. A un anno di distanza, e conquistata la vittoria alle elezioni, Trump deve aver evidentemente cambiato idea: il Presidente degli Stati Uniti, infatti, ha reso noto di aver scelto un iPhone come suo smartphone ufficiale.

Quella dello smartphone di Donald Trump è una vicenda che ha tenuto banco sulle cronache a stelle e strisce per diverse settimane: dalla sua elezione, infatti, il magnate ha sempre fatto ricorso al suo vecchio device Android, anziché utilizzare il device sicuro, e opportunamente modificato, predisposto dall’intelligence. Negli ultimi giorni, tuttavia, dall’account Twitter del Presidente si è appreso della conversione all’universo Apple, con un nuovo e fiammante iPhone. A confermalo è stato Dan Scavino, direttore dei Social Media della Casa Bianca, sempre in un cinguettio:

Donald Trump sta usando il nuovo iPhone qui su Twitter da un paio di settimane. Sì, il Presidente legge e twitta.

La scelta di un nuovo device dovrebbe calmare le acque agitate della politica statunitense, considerato come il ricorso al vecchio device Android, e il rifiuto dello smartphone predisposto dall’intelligence, avesse generato particolare preoccupazione da parte del Congresso. Alcuni senatori, ad esempio, avevano deciso di attivarsi per richiedere l’intervento di Jim Mattis, il Segretario della Difesa, poiché l’impiego di un telefono non verificato avrebbe potuto mettere a repentaglio la sicurezza degli interi Stati Uniti: in particolare, hacker e malintenzionati avrebbero potuto ottenere facile accesso a comunicazioni del tutto riservate. Non è dato sapere come si sia arrivati alla scelta di iPhone, poiché solitamente l’intelligence statunitense ricorre a device Samsung opportunamente modificati con una versione speciale del sistema operativo Android, probabilmente si tratta di una sorta di compromesso tra gli esperti di sicurezza e il Presidente stesso.

D’altronde, Apple negli ultimi anni ha investito fortemente sulla privacy degli utenti e, a partire da iOS 8, i dati e le comunicazioni del proprietario di un iPhone sono sottoposte a crittografia, nonché inaccessibili a terzi. Nemmeno la stessa Apple può accedere a queste informazioni, neanche in presenza di un mandato da parte delle autorità, una delle ragioni che ha determinato l’ormai nota contrapposizione tra Cupertino e l’FBI.

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