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Netflix ha raggiunto i 100 milioni di abbonati

Netflix ha finalmente raggiunto il traguardo dei 100 milioni di abbonati a livello globale: per festeggiare, Reed Hastings si concede una cena particolare.

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Netflix ha finalmente raggiunto il traguardo dei 100 milioni di abbonati. E sebbene non si tratti propriamente di una sorpresa, poiché il CEO Reed Hastings aveva già ipotizzato la scorsa settimana l’avvicinarsi di questo importante obiettivo, la conferma è giunta nel corso del weekend. Un grande successo per il colosso dello streaming, pronto a confermarsi nuovamente come il servizio più gettonato dagli utenti.

L’obiettivo era nell’aria, anche dati i risultati fiscali del primo quarto del 2017 annunciati la scorsa settimana: ben 99 milioni di utenti. In occasione della presentazione di questi dati, Hastings aveva sottolineato come il traguardo dei 100 milioni sarebbe giunto in breve tempo, probabilmente in pochissimi giorni. E così è stato: il goal è stato segnato nel weekend e lo stesso CEO ha voluto festeggiare in un modo del tutto singolare.

Hastings si è infatti voluto concedere una cena in solitaria, presso il ristorante Denny’s, così come aveva fatto per il raggiungimento del primo milione di abbonati. Un modo originale, e per sua stessa ammissione superstizione, per festeggiare i successi della piattaforma.

Al momento, la maggior parte degli abbonati a Netflix si trova negli Stati Uniti. Eppure, con l’espansione a livello mondiale all’inizio del 2016, la piattaforma conferma di assistere a un aumento esponenziale della domanda anche lontano dalla madrepatria, dove i ritmi di abbonamento sarebbero praticamente inarrestabili. A conquistare gli utenti, così come la stessa società di recente ha confermato, il parco delle produzioni originali del gruppo. Un successo che ha spinto l’azienda a investire ulteriormente nella creazione di show autoctoni, con un budget superiore ai 6 miliardi di dollari per l’anno in corso e l’obiettivo di raggiungere il 50% dell’intero catalogo della piattaforma. Produzioni che non troveranno spazio soltanto negli Stati Uniti, ma anche nelle altre nazioni del mondo: basti pensare allo spagnolo “Las Chicas del Cable” e all’italiano “Suburra”.