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Wikitribune, la risposta di Wales alle fake

Jimmy Wales propone un modello rovesciato sull'enciclopedia per contrastare le contaminazioni: articoli di giornalisti e controllo della community.

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Fino ad oggi Wikipedia si è basata sull’idea di una community auto-regolata di contributori, dove talvolta il professionismo poteva intervenire per correggere (o denunciare) dei problemi di riscontro di fatti e fonti. Il fondatore, Jimmy Wales, per contrastare le wiki fake propone un rovesciamento, che chiama WikiTribune: giornalisti per produrre articoli, e community per sorvegliare. Insomma, una sorta di debunking nell’enciclopedia.

Il giornalismo evidence-based di Wikitribune servirà, sarà efficace contro le tante controversie sui contenuti dell’enciclopedia, all’interno del dibattito ancora più esteso delle fake news? È quello che spera Jimmy Wales, che per la prima volta ammette qualcosa che sei-sette anni fa sarebbe suonato blasfemo, cioè che anche il giornalismo dal basso produce effetti distorsivi. Per le inevitabili improvvisazioni, per l’irresistibile attrazione tra la gratuità dell’intervento e la vanità dell’imporre una propria visione del mondo, insomma, le ragioni non mancano. La tribuna giornalistica di Wikipedia è per ora soltanto una beta, in cerca di finanziamenti e sarà per un pezzo soltanto in inglese. Il motto iniziale del video di Wales però la dice lunga: The news is broken.

Una forma ibrida per risolvere i problemi di una forma eterogenea. Potrebbe anche funzionare, ma ci sono diverse perplessità, dato che le tante esperienze fatte in passato da altre redazioni non sono soddisfacenti. Secondo alcuni commentatori, ad esempio l’Atlantic che ha scritto un articolo molto approfondito, professionisti ed hobbisti non sono la stessa cosa, e non ha soltanto a che vedere con il denaro, ma con diverse abilità nel trattare le informazioni. Dato che Wikitribune conta di pagare una piccola redazione di giornalisti per scrivere news di livello, lasciando che siano gli altri, gratuitamente, a passare al setaccio le informazioni, verificarle e avallarne l’interesse pubblico, un ottimista potrebbe pensare all’immagine di una cromatura per evitare ruggini e fessure, ma un pessimista vede una giustificazione a un giornalismo comunque gratuito dove il business model sorregge una redazione di dieci persone sui “temi globali”, quando i grandi quotidiani anglofoni arrivano ad averne mille. Insomma l’idea di un corpo volontario di persone che aggiorna in tempo reale piccoli dettagli sulle storie in evoluzione supervisionate da una piccola redazione di giornalisti è potenzialmente problematica. Perché palesemente sproporzionata.

Come funziona Wikitribune

Wikitribune si basa su tre concetti interessanti: i giornalisti scrivono solo articoli basati su fatti che tutti possono verificare; l’assenza di advertising e di paywall elimina il possibile interesse a fornire notizie false o interessate; non c’è alcuna differenza sostanziale nella produzione della notizia, anche se gli articoli sono autoriali, sono verificati sia da giornalisti professionisti che da membri della comunità che lavorano fianco a fianco sostenuti economicamente dai lettori che si preoccupano del buon giornalismo abbastanza da diventare supporter mensili.

Una volta che sarà partito, teoricamente dei sostenitori finanzieranno una redazione che inizierà ad affrontare temi globali di interesse. La maggior parte del lavoro verrà scaricato sulla community di volontari, i giornalisti penseranno a scrivere gli articoli basandosi su questo primo tratto del processo. Il risultato finale saranno articoli gratuiti, firmati da giornalisti, dove sono citate tutte le fonti utilizzate. Ovviamente è impossibile sapere, allo stato attuale, come Wales pensa di risolvere i milioni di problemi che l’esperienza giornalistica suggerisce pensando a modello come WikiTribune: di fronte a continue modifiche, come si passa a nuovi argomenti? Il processo di riscrittura in stile wiki è compatibile col giornalismo? La redazione di articoli professionali convive con lo stile radicale wiki oppure ne viene sopraffatta?

Domande complesse, ma anche senza crederci acriticamente, non si resta indifferenti a un potenziale sito di notizie disponibili gratuitamente senza pubblicità, che consenta alle persone di controllare attentamente le informazioni e le fonti, basato sul finanziamento dei lettori stessi. È un’ambizione che va molto al di là delle proposte di Google e Facebook.

Fonte: Wikitribune • Notizie su: