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Facebook, controlli più rapidi grazie all’uomo

Mark Zuckerberg annuncia la moltiplicazione delle risorse umane impegnate nel controllo dei contenuti sul social network per intervenire più rapidamente.

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Nell’era degli algoritmi, del machine learning e dell’Intelligenza Artificiale, Facebook punta sull’uomo: è questo l’annuncio pubblicato da Mark Zuckerberg con il quale ufficializza l’aumento delle risorse umane a disposizione del social network. La scelta è dettata da motivi precisi, che lo stesso Zuckerberg spiega con chiarezza nel proprio post.

Il post di Mark Zuckerberg

«Nelle ultime settimane, abbiamo visto su Facebook persone fare del male a se stessi e ad altri – sia Live che in video pubblicati successivamente. È straziante, e ho riflettuto a lungo su come possiamo fare meglio per la nostra comunità.

Se intendiamo costruire una comunità sicura, dobbiamo rispondere rapidamente. Stiamo lavorando per rendere questi video più semplici da segnalare in modo da poter prendere le giuste misure subito – sia che si tratti di rispondere velocemente quando qualcuno ha bisogno di assistenza o eliminare un post.

Nel corso del prossimo anno aggiungeremo 3000 persone al nostro team di Community Operations in tutto il mondo – oltre alle 4.500 persone che abbiamo oggi – per verificare e controllare le milioni di segnalazioni che riceviamo ogni settimana, e migliorare il processo in modo da renderlo più veloce.

Questi revisori ci aiuteranno inoltre a migliorare il processo di rimozione dei contenuti che non consentiamo su Facebook come i discorsi d’odio e lo sfruttamento di minori. Continueremo a lavorare con le nostre comunità locali e le forze dell’ordine che si trovano nella posizione migliore per garantire aiuto a coloro che ne hanno bisogno – o perché sono in procinto di farsi del male, o perché si trovano in pericolo.

Oltre ad investire in ulteriori risorse umane, stiamo anche costruendo strumenti migliori per tenere la nostra comunità al sicuro. Faremo in modo che risulti più semplice segnalarci i problemi, che sia più facile per i nostri revisori determinare quali post violano i nostri standard e che sia più semplice per loro contattare le forze dell’ordine se qualcuno ha bisogno di aiuto. Quando questi strumenti saranno disponibili, contribuiranno a rendere la nostra comunità più sicura.

Questo è importante. Proprio la scorsa settimana, abbiamo ricevuto una segnalazione relativa ad una persona che su Live stava considerando l’ipotesi di suicidio. Abbiamo immediatamente contattato le forze dell’ordine che sono state in grado di impedire alla persona di farsi del male. In altri casi, non siamo stati così fortunati.

Nessuno dovrebbe trovarsi in questa situazione in primo luogo, ma se lo sono, allora dobbiamo costruire una comunità sicura che garantisca loro l’aiuto di cui hanno bisogno».

Facebook: saremo più veloci

«Se intendiamo costruire una comunità sicura, dobbiamo rispondere rapidamente»: con questa frase Zuckerberg sembra in realtà rispondere più che altro alle critiche raccolte di fronte ad alcuni recenti fatti di cronaca, dimostrando però di voler fare davvero qualcosa a tal proposito. Le risorse impegnate sul vaglio dei contenuti segnalati passeranno così in poco tempo dalle 4500 attuali alle 7500 future, arrivando così quasi a raddoppiare l’impegno sul controllo dei contenuti. Al contempo, nuove soluzioni tecniche dovranno facilitare la segnalazione dei contenuti indesiderabili da parte degli utenti, affinché sia a monte che a valle sia l’uomo a poter controllare il flusso sul social network.

Una reazione importante, insomma, di fronte ad un movimento d’opinione che sempre di più ha messo all’angolo Facebook, investendolo di responsabilità anche superiori a quelle che dovrebbe avere una semplice piattaforma di comunicazione. Ma è una responsabilità che Zuckerberg sembra voler accettare, ripetendo più volte come Facebook voglia prendersi cura dei propri utenti, evitando che possano “farsi del male”. Facebook, luogo in cui milioni di persone riversano la propria vita e le proprie emozioni, diventa quindi anche una membrana attraverso cui la società (anche attraverso le proprie istituzioni) ha la possibilità di controllare derive autolesionistiche, intenzioni criminali e altro ancora: un ruolo gravoso per il social network, insomma, che ha però il contraltare di un’importanza sempre maggiore nel modo in cui le persone si relazionano tra di loro attraverso la produzione e la fruizione di contenuti.

Accettando nuove responsabilità, Facebook si fa carico di una posizione ancor più centrale. Il che, in ogni caso, non può che avere una fondamentale importanza.

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