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DeepMind-NHS: accesso inappropriato ai dati medici

La partnership siglata tra la divisione di Alphabet e il National Health Service è finita nel mirino del National Data Guardian con l'avvio di un'indagine.

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Lo scorso anno l’annuncio di un accordo siglato dalla divisione DeepMind di Alphabet, specializzata in intelligenza artificiale e machine learning, con l’NHS Royal Free Hospital Trust di Londra. L’obiettivo della partnership è quello di sfruttare le potenzialità dell’IA per la tutela della salute e la prevenzione delle patologie, partendo dall’analisi dei dati clinici.

Proprio l’accesso a queste informazioni, appartenenti a circa 1,6 milioni di pazienti, sarebbe stata condotta su “basi legali inappropriate”, stando a quanto riferito dal National Data Guardian britannico con una lettera inviata alla redazione di Sky News. Un’indagine finalizzata a far chiarezza su quanto accaduto è stata avviata dall’Information Commissioner’s Office e sembra già essere vicina a una conclusione.

L’obiettivo è quello di stabilire se DeepMind abbia o meno l’autorità legale per gestire dati clinici relativi a soggetti potenzialmente identificabili senza chiederne l’autorizzazione a ogni diretto interessato. Le leggi UK stabiliscono che l’ottenimento del permesso esplicito non è necessario nel caso in cui le informazioni vengano utilizzate per offrire un servizio di cura diretta. DeepMind dichiara di farlo, ma il National Data Guardian non è d’accordo, affermando che i dati vengono sfruttati esclusivamente per istruire un’applicazione sviluppata in partnership con il National Health Service.

Il software in questione, chiamato Streams, è già impiegato da dottori e personale medico di diversi ospedali britannici per identificare i pazienti potenzialmente esposti a rischio IRA, infezione renale acuta, una condizione che solo nel Regno Unito ogni anno causa oltre 40.000 decessi. I ricercatori ritengono che circa il 25% dei casi sia diagnosticabile in tempo per combattere la malattia. Questa la dichiarazione di un portavoce di DeepMind intervenuto sulla vicenda.

I dati impiegati per istruire l’applicazione Streams non sono mai stati utilizzati per scopi commerciali né associati ai prodotti Google, ai suoi servizi o all’advertising e questo non avverrà mai.

Fonte: Sky News • Via: The Verge • Notizie su: