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Apple Music, in alcuni Paesi niente trial gratis

Apple rimuove la trial gratuita di tre mesi per Apple Music, in alcuni paesi come Spagna, Svizzera e Australia: la prova costerà 99 centesimi.

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Apple Music, la piattaforma di streaming musicale targata mela morsicata, sin dal lancio si è resa nota per una promozione particolarmente interessante per gli utenti: ben tre mesi di ascolto gratuito. Le prospettive di Cupertino, tuttavia, potrebbero essere cambiate, almeno in alcuni Paesi mondiali: alcune fonti statunitensi, infatti, riferiscono come la trial sia divenuta a pagamento in Australia, in Spagna e in Svizzera.

Al momento, gli utenti che vorranno provare Apple Music in queste nazioni dovranno provvedere al pagamento di una somma, seppur molto modesta, pari a 99 centesimi della valuta locale. L’accesso è comunque garantito per tre mesi, ma non sono note le motivazioni alla base di questo cambiamento.

Così come sottolinea AppleInsider, difficilmente la nuova tariffa potrebbe spingere gli utenti su altre piattaforme, considerato come i servizi Premium dei rivali, in particolare Spotify, comportino comunque costi più alti. Allo stesso tempo, non è dato sapere se l’iniziativa di Apple sia pronta a estendersi in tutte le nazioni in cui il servizio Apple Music è attivo, in mancanza di una comunicazione ufficiale dall’azienda.

Per l’Italia rimangono a oggi in vigore le caratteristiche classiche della piattaforma musicale di Cupertino, quindi con la possibilità di sottoscrivere tre mesi di prova completamente gratuiti, semplicemente associando il proprio Apple ID al servizio. La promozione è valida solo una volta per ogni singolo Apple ID e garantisce l’accesso illimitato a tutto il catalogo dei brani in streaming: al termine della trial, si potrà decidere se provvedere al normale abbonamento o eliminare la propria sottoscrizione.

Così come già anticipato, non sono state rese note le ragioni di Cupertino, sebbene AppleInsider suggerisca un possibile tentativo di recuperare i costi di una trial così corposa, considerato come in passato abbia generato polemiche. A partire da Taylor Swift che, in una lettera pubblica, qualche anno fa si lamentò dell’ipotesi, poi sconfessata, di una mancata retribuzione degli artisti in fase di trial. Ai tempi, Cupertino acconsentì a compensare comunque i detentori dei diritti e la stessa Swift, nel corso degli anni, è diventata testimonial della piattaforma.