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Google-antitrust EU: decisione nei prossimi mesi

Entro i prossimi mesi la decisione della Commissione Europea in merito ai presunti comportamenti anticoncorrenziali di Google nel vecchio continente.

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La lunga indagine condotta dai responsabili antitrust della Commissione Europea in merito all’attività di Alphabet (Google) nel vecchio continente sta per giungere al termine e, come riportato oggi da Reuters, la sentenza definitiva sarà emessa entro i prossimi mesi. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti sia il motore di ricerca che altri business gestiti dal gruppo di Mountain View.

Il verdetto potrebbe portare con sé una pesante sanzione. L’indagine relativa alle ricerche online affonda le sue radici addirittura nel lontano 2010, quando l’organismo EU iniziò a prendere in esame l’indicizzazione dei servizi di Google legati allo shopping confrontandola con quella riservata ai concorrenti. Più di recente l’attenzione si è spostata anche sull’ecosistema Android, che detiene saldamente la leadership nel territorio mobile. Lo scorso anno si è poi parlato di comunicazioni degli addebiti relative a pratiche che hanno a che fare acquisto comparativo e advertising (AdSense). Ecco quanto dichiarato da Tommaso Valletti, Chief Competition Economist della Commissione Europea, in occasione di una conferenza organizzata dal University of Oxford Centre for Competition Law and Policy.

Nei prossimi mesi giungeremo a una decisione in merito ai casi che riguardano Google, il motore di ricerca, AdSense e ciò che secondo me è più interessante, Android.

Un’eventuale multa potrebbe arrivare al 10% dei profitti annuali per ognuno dei casi in esame, cifre da capogiro se si considera il volume di business mosso da Alphabet (ricavi consolidati per 90 miliardi di dollari nel 2016), gruppo che continua a macinare record, soprattutto in seguito alla ristrutturazione societaria che nell’estate 2015 ha portato alla nascita della parent company e a una riorganizzazione delle attività. La posizione di bigG è sempre la stessa: l’azienda sottolinea come la propria attività, anziché penalizzare la concorrenza, favorisca l’innovazione e la libertà di scelta per i consumatori, respingendo al mittente le accuse di un presunto abuso di posizione dominante.

Fonte: Reuters • Notizie su: