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Telecom Italia abbandona il rame per la fibra

Telecom Italia ha annunciato un piano di dismissione di 6000 centrali in rame; trattasi di un passaggio obbligato per creare una rete Full IP su fibra.

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Telecom Italia ha deciso di abbandonare il rame per passare alla fibra ottica. L’annuncio non riguarda, però, la rete che arriva a casa, perchè i clienti continueranno a disporre del vecchio doppino, ma bensì le sue centrali di trasmissione. Telecom Italia, infatti, ha annunciato un imponente piano di dismissione di 6 mila centrali di trasmissione entro il 2024. Un piano imponente visto che in totale sono 10500 in tutta Italia. Tuttavia trattasi di un passo assolutamente necessario per passare verso i servizi Full IP su fibra ottica ed anche per risparmiare sui costi sia energetici che immobiliari.

Il piano di ristrutturazione dell’infrastruttura di Telecom Italia ha preso il via e come primo passaggio è stata fatta formale comunicazione ad AGCOM. La comunicazione è obbligatoria in quanto il piano riguarda sia le centrali dedicate ai servizi di unbundling su rame sia quelle non aperte a questo tipo di servizi. Telecom Italia, dunque, ha l’obbligo di avvisare tutti gli operatori alternativi che si appoggiano alle sue infrastrutture. La ristrutturazione permetterà di far compiere all’operatore un importante passo in avanti e di poter, così, gestire al meglio tutti i servizi digitali di nuova generazione che viaggiano su internet.

Questo ammodernamento consentirà, quindi, di migliorare la connettività della sua rete. Inoltre, arriveranno importanti risparmi abbattendo i costi energetici derivanti dalle centrali. Ancora, grazie alla vendita degli immobili dove oggi sono situate queste infrastrutture, Telecom Italia potrebbe trovare una nuova fonte di approvvigionamento finanziario.

AGCOM ha aperto un tavolo tecnico che nei prossimi 5 mesi stabilirà l’iter che l’operatore dovrà seguire per dismettere le sue centrali. Un iter che dovrà evitare che si creino contese tra Telecom Italia e gli altri oepratori che utilizzano le sue infrastrutture e che potrebbero lamentare disservizi durante la migrazione alla rete Full IP su fibra ottica.