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Ok al piano triennale per la PA digitale

La presidenza del Consiglio approva la strategia 2017-2019 stilata da Agid e Team Digitale per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione.

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Il capo del governo, Paolo Gentiloni, ha firmato il piano triennale scritto dal Team Digitale e dall’Agid che guiderà l’innovazione della pubblica amministrazione. Il documento ufficiale viene utilizzato per pianificare gli investimenti tecnologici in maniera strutturata e con una visione strategica per il triennio 2017–2019. Parole d’ordine: framework nazionale, niente data center locali, risparmi, obiettivi comuni.

Il Piano Triennale è stato presentato anche dallo stesso Diego Piacentini, che l’ha descritto come la realizzazione pratica della visione tecnologica del sistema operativo del Paese. Il documento di 133 pagine (pdf) pone le basi, dice l’ex manager Amazon chiamato lo scorso anno come Commissario straordinario, «per la costruzione di una serie di componenti fondamentali su cui le amministrazioni pubbliche possono realizzare servizi più semplici ed efficaci per i cittadini e le imprese». Senza addentrarsi troppo in un piano di eccezionale complessità (si parla pur sempre di infrastrutturare una delle pa più lente e burocratiche d’Europa), si stabiliscono entrate ed uscite di risorse per adottare metodologie agili, un approccio mobile first, architetture sicure, interoperabili, scalabili, altamente affidabili, basate su interfacce applicative (API) chiaramente definite. Open source e collaborazione diventano il nuovo paradigma, almeno a parole e negli intenti di chi ha steso il piano.

Investimenti e risparmi

In soldoni, il piano triennale stima di risparmiare mezzo miliardo di euro tenendo la barra sui 4,6 miliardi di investimenti che provengono da diverse fonti fissate per gli obiettivi del Piano per la Crescita Digitale dell’Agid. Il documento mette nero su bianco la riqualificazione della spesa Ict in Italia, che deve adeguarsi a tagli piuttosto robusti. L’obiettivo è palese: siccome ancora oggi ci sono troppe voci di spesa non centralizzate, sono tagliate per “costringere” la pa a scegliere i servizi già sviluppati ma dall’adozione lenta: la Carta di identità elettronica, lo Spid (obbligatorio entro marzo 2018), PagoPa, Fatturazione elettronica, Anagrafe elettronica, e poi in futuro altri servizi nazionali abilitanti.

Speciale: SPID

Interessante anche il divieto per le pubbliche amministrazioni di costituire nuovi data center. Possono al limite adeguare quelli esistenti per evitare problemi di interruzione di pubblico servizio, ma sono pregate di anticipare i processi di dismissione per l’acquisizione di servizi della gara Spc-Cloud e “consolidare i propri servizi su data center di altre PA al fine di ottenere economie di spesa”.

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Gli attori del processo di trasformazione digitale della PA secondo il documento. Il grafico mostra esplicitamente il grado di complessità che ancora adesso il team di Piacentini e l’agenzia digitale devono affrontare nel gravoso compito della digitalizzazione della pubblica amministrazione. Il modello di evoluzione della pa in questa direzione prevede risorse tecnologiche comuni e linee guida per risparmiare finanze investendo tutto quanto in strumenti che sono consegnati alle amministrazioni attraverso un framework comune.

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Mappa di dettaglio del modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA.

Domande e risposte

Cos’è il Piano Triennale?

È il documento di indirizzo strategico ed economico destinato a tutta la Pubblica Amministrazione che accompagna la trasformazione digitale del Paese. Il Piano definisce: le linee operative di sviluppo dell’informatica pubblica; il Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA; gli investimenti ICT del settore pubblico secondo le linee guida europee e del Governo.

Quali sono gli assi portanti del piano?

Il documento tocca 12 grandi ambiti: Servizi digitali, Ecosistemi, Interoperabilità, Piattaforme, Dati, Connettività, Data Center e cloud, Sicurezza, Analytics, Gestione, Spesa, Principi. In aggiunta, due appendici e cinque allegati. In parte, ricalca la suddivisione degli obiettivi del Team, in parte si occupa delle parti più concrete del lavoro dei dirigenti pubblici. Complessivamente descrive il contesto, fornisce indicazioni, supporta nelle scelte, monitora gli effetti, aggiorna gli strumenti applicativi.

Il piano è stabilito per i prossimi tre anni oppure è modificabile?

Il documento è pensato per essere letto dai responsabili tecnologici della Pubblica Amministrazione – Comuni, Regioni, Ministeri e tutti gli enti nazionali e locali – come guida al processo di trasformazione digitale. Nonostante sia così lungo e dettagliato, in realtà si basa sul costante aggiornamento: il dirigente che si trova a dover scegliere i linguaggi, le piattaforme, i database e gli aspetti infrastrutturali necessari a garantire un servizio, consulta il Piano Triennale e le linee guida e trova indicazioni; queste però sono sono rilasciate in forma di kit di sviluppo e design, che cambiano nel tempo.

Come si interagisce se ci sono problemi o suggerimenti?

Il piano contempla dei processi di moderazione, revisione e consultazione. Accedendo al link di GitHub, potrà esplorare ogni capitolo e sezione come file di testo. Si potranno proporre modifiche a parti del testo o integrazioni, aprendo delle richieste che saranno valutate dai membri di AgID e del Team per la Trasformazione Digitale – che daranno costante supporto alle Pubbliche Amministrazioni. Si potranno chiedere chiarimenti riguardanti particolari sezioni aprendo degli temi specifici che verranno gestiti direttamente dal gestore della piattaforma collaborativa.