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Le batterie Renault per lo storage di Powervault

Le batterie equipaggiate sulle auto elettriche di Renault troveranno nuova vita all'interno degli impianti per lo storage domestico di Powervault.

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Il settore delle quattro ruote e quello dell’energia non sono più due entità separate: lo ha dimostrato l’interesse di Tesla nella produzione di pannelli solari e l’ennesima conferma arriva dalla partnership siglata nei giorni scorsi da Renault con l’azienda britannica Powervault, che permetterà di riutilizzare le batterie equipaggiate sulle auto elettriche all’interno degli impianti per lo storage a livello domestico.

È la più classica delle situazioni win-win: da una parte l’automaker (percorrendo la stessa strada già intrapresa da BMW e Nissan) viene sollevato dalle spese legate allo smaltimento dei moduli alla fine del loro ciclo vitale, dall’altra Powervault potrà ridurre fino al 30% il prezzo finale dei propri prodotti, aggredendo così un settore del mercato dalle enormi potenzialità e che presenta ampi margini di crescita entro i prossimi anni. Con queste parole Nicolas Schottey, Programme Director della divisione EV Batteries and Infrastructures di Renault, ha commentato l’accordo raggiunto.

Grazie a questa partnership con Powervault indirizzata allo storage dell’energia in ambito domestico, Renault aggiunge un nuovo elemento nella propria strategia globale finalizzata a fornire una seconda vita alle batterie, che già interessa un gran numero di ambiti, dal settore industriale a quello residenziale.

Le batterie fornite da Renault e impiegate da Powervault avranno alle spalle circa dieci anni di attività a bordo dei veicoli elettrici e potranno contare almeno su un altro decennio di longevità, garantendo performance in linea con quelle degli altri sistemi per lo storage dell’energia negli spazi domestici. L’azienda britannica prevede di vendere circa 30.000 unità basate sui moduli dell’automaker entro il 2020.

Si tratta di soluzioni particolarmente interessanti soprattutto per chi dispone di un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione, che in questo modo può immagazzinare l’energia generata anziché immetterla in rete, utilizzandola poi nel momento del bisogno, diventando di fatto indipendente dal sistema di distribuzione centralizzato.