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Passenger Economy: il valore del tempo

La Passenger Economy è quell'economia che si svilupperà attorno al tempo che la guida autonoma libererà, trasformando gli automobilisti in utenti liberi.

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Che la rivoluzione della mobilità sia dietro l’angolo è cosa ormai risaputa, della quale si parla da anni e per la quale si stanno delineando tutti gli aspetti tecnici necessari. Molti tasselli stanno infatti completando il puzzle della rivoluzione, ma in tutto ciò manca ancora una visione. Secondo Intel, infatti, manca in modo particolare la progettualità che dovrà stare alla base della cosiddetta Passenger Economy, una immensa opportunità del valore di 7000 miliardi di dollari. E ognuno avrà la possibilità di far sua parte di questa torta, se solo saprà cavalcarne l’insorgere con le giuste idee di monetizzazione.

Passenger Economy

Uno studio commissionato da Intel al team Strategy Analytics ha tracciato i confini di quella che è una enorme opportunità che verrà a sorgere nel giro di pochi anni. Se già nel 2035 si prevede un mercato da 800 miliardi di dollari (in forte crescita negli anni a seguire) c’è da immaginare una parabola ascendente che fin dal prossimo decennio inizierà a delineare la propria direzione.

Per “Passenger Economy”, Intel indica tutte quelle opportunità che emergeranno dalle nuove abitudini degli utenti nel rapporto con la mobilità. Il solo tempo improvvisamente liberato dal fatto che a guidare sarà l’auto in completa autonomia, determina la trasformazione del guidatore in passeggero, consentendo a quest’ultimo di occuparsi di altre questioni. Altre questioni, appunto: lavoro in mobilità, fruizione di contenuti contestuali (con relativo advertising), ricerca di informazioni, relazioni personali. Come può essere occupato il tempo dell’utente che, abbandonata la responsabilità della guida, può virare altrove il proprio sguardo ed i propri interessi?

Greg Lindsay, urbanista, mette questo interrogativo nelle mani delle nuove generazioni e di coloro i quali fonderanno le startup di domani: «l’annuncio di oggi è un campanello d’allarme mondiale per mettere al lavoro le menti migliori su questa sfida, così come fu la corsa allo Spazio negli anni Sessanta. Il futuro della mobilità, il progresso economico e l’emergere di nuove opportunità di crescita come la Passenger Economy richiedono l’avvio di un dialogo costante. Sono entusiasta di collaborare con Intel, di poter condividere questa discussione e di guardare alle soluzioni nell’ottica dei diversi settori che plasmeranno il nostro futuro, dalle case automobilistiche agli investitori, dai policy maker alle startup».

Il report pone anche una data che vale ad oggi come mero riferimento temporale per intuire quali possano essere i tempi di questa rivoluzione: secondo la Strategy Analytics la guida autonoma troverà piena affermazione attorno al 2040 (si parla in tal senso di una piena adozione, su scala globale, con una penetrazione tale da trasformare le avanguardie odierne in concreta manifestazione di massa).

Come sfruttare la Passenger Economy

L’emergere delle opzioni di veicoli senza pilota si manifesterà innanzitutto nei mercati sviluppati e reinventerà i settori della consegna di pacchi e del trasporto su lunga distanza. Questa trasformazione consentirà di colmare la carenza di conducenti in tutto il mondo e rappresenterà i due terzi dei primi ricavi previsti.

Harvey Cohen, Presidente Strategy Analytics

Secondo quanto stimato, il mondo della Mobility as a Service (MaaS) produrrà un movimento di denaro che per il 43% circa sarà di origine business e per il 55% sarà incentrata sul privato. Inoltre 200 miliardi di dollari di ricavi sono oggi ipotizzati per tutta quella evoluzione di app e servizi che saranno incentrati sul tempo messo a disposizione dalla guida autonoma (250 milioni di ore all’anno, una sorta di terreno inesplorato a cui ogni singola azienda potrà fare appello per aumentare i propri profitti).

Meno di un decennio fa nessuno parlava delle potenzialità delle app che sarebbero presto salite alla ribalta o della sharing economy, perché nessuno si era reso conto che stavano per arrivare. Questo è il motivo per cui abbiamo iniziato così presto a parlare di passenger economy: per rendere le persone consapevoli delle opportunità che emergeranno quando le auto diventeranno i dispositivi mobili in loro possesso che genereranno la maggiore quantità di dati, e i guidatori si trasformeranno in passeggeri

Brian Krzanich, CEO Intel

L’auto, da mezzo di trasporto che è stato fino ad oggi, diventerà luogo di ristoro e di relax, luogo per la cosmesi o per la relazione, navicella per il riposo o area di intrattenimento. Il veicolo si dissocia dalla propria funzione tradizionale, insomma, per arricchirsi di servizi che possano accompagnare il tempo intercorrente tra una partenza ed un arrivo.

Quel che servono oggi sono le idee: Intel, da tempo pronta a cavalcare la grande rivoluzione della mobilità portando a bordo le proprie soluzioni, vuole interpretare questo passaggio epocale per ricavarne un ruolo da protagonista. Perché verrà un giorno in cui l’auto sarà anche e soprattutto un hub di smistamento di informazioni, mettendo in relazione l’utente con il mondo esterno e delegando all’intelligenza artificiale la mera gestione del traffico e dei semafori, dei cartelli stradali e delle carreggiate, dei pedoni e degli spostamenti in città. Capire oggi quale sarà l’evoluzione di domani significa presidiare un territorio sul quale, è noto fin da ora, crescerà presto o tardi una grandissima bolla di opportunità: oggi serve fantasia, domani serviranno capitali e capacità manageriali.