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Eni ha il suo laboratorio a Talent Garden

ENI ha creato un laboratorio sui Big Data al Talent Garden di Milano: uno spazio che forma studenti e si contamina con idee e competenze degli startupper.

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ENI è partner di Talent Garden. Una stretta di mano, quella tra il gigante energetico e il più famoso network di coworking, perché la prima ha interesse a costruire relazioni con il mondo dei freelance e degli innovatori, costruire sinergie con le diverse startup, mentre Tag può dare risalto al valore umano e tecnologico che incamera al suo interno: nasceranno così nuovi possibili terreni di collaborazione basso-alto per farsi contaminare dal network digitale.

Basta scorrere le notizie e attività di Tag per rendersi conto che il network fondato da Davide Dattoli ha posto in essere diverse partnership, sia finanziarie (l’ingresso di Digital Magics, ad esempio) sia tecniche, per garantire lo sviluppo dell’ecosistema startup e per contaminare ambienti imprenditoriali diversi secondo la stessa dinamica del coworking tra pari. La relazione tra Eni e Tag entra in questa seconda categoria, quella dove una grande azienda che certamente non ha problemi di spazi preferisce comunque trasferire un proprio laboratorio all’interno di un luogo più densamente abitato.

Inizia tutto con un workshop sull’importanza dei big data, ma il progetto va ben oltre. E diventa vero e proprio laboratorio.

L’open lab dei Big Data

L’analisi dei Big Data è il tema che Eni condivide con la community di Talent Garden, grazie a un Open Lab presente in via Calabiana a Milano. Il laboratorio è il centro di un progetto interdisciplinare all’interno del Master in Business Data Analysis definito congiuntamente da Eni e TAG Innovation School, la scuola dell’innovazione digitale di Talent Garden. Nell’oil&gas l’interpretazione dei dati (geofisici) è parte centrale del lavoro di ogni giorno. Sistemi sofisticati basati su complessi algoritmi matematici consentono infatti a Eni di focalizzare, dai dati acquisiti, le immagini tridimensionali ad alta risoluzione della struttura del sottosuolo per scovare nuovi giacimenti di idrocarburi. La mossa va peraltro nella medesima direzione della quasi concomitante firma a tre con l’Università di Bologna e il Ministero dell’Ambiente, accordo con cui il gruppo ha certificato la propria scommessa sulla ricerca per garantire linfa alla pulsione innovativa dell’azienda.

L’Open Lab in Tag Calabiana, nello specifico, concretizza la decisione della multinazionale di avere un ufficio-laboratorio sui Big Data in un luogo di innovazione, portandoci i suoi team e contando sulla contaminazione coi freelance, startupper e studenti che frequentano quello stesso luogo. Marco Bardazzi, direttore delle comunicazioni esterne, sottolinea la scelta di continuità con la natura dell’azienda:

L’innovazione è opportunità di crescita del business e possibilità di trovare nuove strade. I Big Data sono anche la base di una conversazione nuova con comunità sempre nuove. La nostra postazione permanente a Tag consente di contaminarci con la ricchezza di idee, alla ricerca di qualcosa di inaspettato.

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