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Netflix, Amazon e Hulu contro la pirateria

Netflix, Amazon, Hulu e molti altri fondano l'Alliance for Creativity and Entertainment, un gruppo nato per combattere il fenomeno della pirateria online.

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Non è un periodo semplice, quello che sta coinvolgendo le principali piattaforme di streaming e le emittenti televisive di grido. Almeno sul fronte della pirateria: Netflix è stata di recente coinvolta dal leak dell’ultima stagione di “Orange Is The New Black”, da parte dell’autoeletto gruppo hacker TheDarkOverloard, nel mentre gli stessi malintenzionati hanno minacciato Disney di rilasciare l’ultima fatica della saga “Pirati dei Caraibi”. Per questo motivo, i principali attori televisivi e cinematografici di Hollywood hanno deciso di unire gli sforzi per difendere i loro diritti, con la fondazione del gruppo Alliance for Creativity and Entertainment (ACE).

Il gruppo riunisce i principali attori del mercato, si tratti di emittenti e case cinematografiche classiche oppure piattaforme di streaming, e comprende società di spicco come Amazon, Netflix, Hulu, The Walt Disney Company, Warner Bros Entertainment, BBC Worldwide, AMC Networks, HBO, Sony Pictures Entertainment e molti altri ancora. Incredibilmente, a questa iniziativa non sembra aver però aderito Google, non almeno al momento. Secondo il New York Post, l’assenza potrebbe essere dettata dal motore di ricerca della compagnia, che di tanto in tanto può comprendere link a contenuti pirata nonostante gli sforzi di pronta rimozione, sebbene la stessa Google proponga uno streaming legale con il neonato YouTube TV.

Secondo i partecipanti, vi sono ora nel mondo 490 servizi online per la visione di prodotti televisivi e cinematografici e, nonostante le tariffe d’abbonamento siano particolarmente vantaggiose, la gran parte del catalogo può essere comunque rilevata sulle piattaforme di streaming illegale o tramite il P2P. Un traffico che avrebbe portato, sempre secondo al gruppo, a 5.4 miliardi di download di contenuti illegali. Negli Stati Uniti la neonata ACE lavorerà a stretto contatto con la Motion Picture Association of America (MPAA), sposandone iniziative e proposte anche legali.

Nel mentre David Hyman, consigliere di Netflix, ha spiegato in una nota la decisione del gruppo:

Mentre ci focalizziamo nel fornire un’esperienza ai consumatori che scoraggi la pirateria, vi sono ancora cattivi attori nel mondo, che traggono profitto dal duro lavoro degli altri.

Fonte: The New York Post • Immagine: donfiore via Shutterstock • Notizie su: ,