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Antitrust EU-Google: sanzione anche per Android?

Si parla di una seconda multa salata dalla Commissione Europea, per Google: questa volta il riferimento è al mercato mobile oggi dominato da Android.

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Poco più di una settimana fa l’ufficializzazione della multa da 2,42 miliardi di euro comminata a Google al termine di un’indagine che ha visto la Commissione Europea prendere in esame le dinamiche di indicizzazione del servizio di comparazione prezzi Shopping sul motore di ricerca. Presto potrebbe arrivare anche la sentenza in merito al caso che vede l’antitrust continentale valutare il comportamento del gruppo all’interno dell’ecosistema mobile dominato da Android a livello globale.

Si parla di un abuso di posizione dominante e di restrizioni imposte ai produttori dei dispositivi e agli operatori, in particolare per quanto riguarda la presenza forzata di applicazioni preinstallate appartenenti al catalogo di bigG, come il browser Chrome o Search per le ricerche online. Stando a quanto riportato sulle pagine di Reuters, potrebbe essere stabilita una nuova sanzione, dall’ammontare addirittura superiore rispetto a quello della multa comunicata a fine giugno. Al momento si tratta di indiscrezioni non confermate, suggerite da alcune fonti ritenute a conoscenza dei fatti e rimaste anonime. Se ne saprà di più entro fine anno, quando la Commissione EU dovrebbe pronunciarsi sulla questione.

Già nell’aprile 2016, in concomitanza con la comunicazione degli addebiti, il gruppo di Mountain View ha replicato all’antitrust sul tema con una lettera aperta, sottolineando la natura open source del progetto Android e ribadendo l’intenzione di collaborare con le autorità competenti al fine di favorire sia l’innovazione che la concorrenza, per i protagonisti del mercato e per i consumatori.

La Commissione Europea ha iniziato a investigare il nostro approccio e oggi ha emesso una comunicazione degli addebiti (statement of objections), sollevando dubbi sul suo impatto sulla concorrenza. Prendiamo seriamente queste preoccupazioni, tuttavia crediamo che il nostro modello di business permetta ai produttori di mantenere costi bassi e una elevata flessibilità, consentendo ai consumatori di avere un controllo senza precedenti sui propri dispositivi mobili.

Fonte: Reuters • Immagine: Asif Islam via Shutterstock • Notizie su: ,