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Digital News Initiative: terzo round da 21 milioni

Sette in totale i progetti italiani finanziati, sei dei quali con oltre 2,8 milioni di euro, assegnati a progetti di innovazione nel mondo dell'editoria.

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Lanciata nel 2015, la Digital News Initiative giunge quest’anno al terzo round di finanziamenti, con i nomi delle realtà che beneficeranno dei fondi annunciati oggi in via ufficiale da Google. 107 in totale i progetti destinatari, ai quali andranno complessivamente 21.968.154 euro. 27 di questi sono di grandi dimensioni, 31 di media entità e 49 ascrivibili alla categoria dei prototipi.

Focalizzando l’attenzione sull’Italia, sono ben sette le candidature accettate (più di ogni altro paese, il secondo dopo la Germania in termini di valore finanziato). Eccole: Corriere Predictive News (450.000 euro),  Il Secolo XIX GEDI Gruppo Editoriale (550.000 euro), GEDI, Divisione digitale (450.000 euro), Focus Mondadori Scienza Gruppo Mondadori (500.000 euro), Ced Digital & Servizi Caltagirone Editore (350.000 euro), Radio Radicale Centro di Produzione (476.000 euro) e OnData (50.000 euro). Sei di queste ottengono un finanziamento di grandi dimensioni, per un totale che supera i 2,8 milioni di euro, a supporto di iniziative legate al mondo dell’editoria ad alto tasso di innovazione.

Digital News Initiative: il terzo round di finanziamenti

Digital News Initiative: il terzo round di finanziamenti (immagine: Google Blog Italia).

Nell’occasione, bigG rende disponibile anche il primo Report Annuale del Fondo, che porta alla luce l’impatto dei finanziamenti nelle fasi di nascita e sviluppo dei progetti beneficiari. Si parla di iniziative che spaziano dalle startup alle grandi redazioni, di portata locale o nazionale, messe in campo per sfruttare le potenzialità dei Big Data e del machine learning. Questo un estratto dal post comparso sul blog ufficiale di Google e firmato da Ludovic Blecher, responsabile DNI.

Per questo terzo round sono stati presentati oltre 988 progetti da 27 Paesi e, ad oggi, dei 107 progetti finanziati, 49 sono prototipi (progetti ancora agli inizi che hanno bisogno di finanziamenti fino a 50.000 euro), 31 sono progetti di medie dimensioni (che necessitano finanziamenti fino a 300.000 euro) e 27 sono progetti di grandi dimensioni (che richiedono fino a un milione di euro di finanziamenti).

Analizzando nel dettaglio i singoli progetti, emerge un’attenzione sempre maggiore verso gli esperimenti di fact checking (+29%in un anno), così come dei progetti legati all’impiego dell’intelligenza artificiale (+23%), al giornalismo investigativo (+20%) e alle tecnologie AR/VR (+20%). Fino ad oggi i fondi erogati superano complessivamente i 150 milioni di euro. Infine, uno sguardo nel dettaglio ai progetti italiani finanziati in questo round.

  • Corriere Predictive News: un sistema per identificare i trend e i modelli delle diverse fonti, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale per aiutare i i giornalisti a scegliere le notizie giuste e creare articoli interessanti per gli utenti;
  • Il Secolo XIX GEDI Gruppo Editoriale: Journalist Digital Assistant offrirà un processo di creazione dei contenuti basato su IA e machine learning, suggerendo autonomamente e proattivamente contenuti, informazioni e fonti;
  • GEDI, Divisione digitale: la piattaforma Thriving News permetterà alle redazioni di gestire la mole giornaliera di lavoro in un modo più innovativo ed efficiente, attraverso indicatori predittivi utili anche alla distribuzione dei contenuti editoriali sulle pagine social;
  • Focus Mondadori Scienza Gruppo Mondadori: FOCUS AR CMS sarà un content management system Web based con interfaccia drag-and-drop per la realtà aumentata, per associare esperienze AR alle pagine dei giornali cartacei;
  • Ced Digital & Servizi Caltagirone Editore: VIS (Veritas In Silico) andrò a costituire un sistema per il fact checking assistito e integrato con le attuali piattaforme per la gestione dei contenuti;
  • Radio Radicale Centro di Produzione: un progetto realizzato in collaborazione con Hyperborea Srl, per l’analisi semantica dei discorsi registrati e per la ricerca in un archivio di materiale registrato;
  • OnData (prototipo): Open Tender sarà una piattaforma comunitaria e data-driven strutturata nel nome del “giornalismo ibrido”, fatto dagli addetti ai lavori insieme ai cittadini.