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Streaming: Netflix batte tutti i competitor

Negli Stati Uniti il colosso Netflix batte tutti i competitor, quali Hulu, Amazon Prime Video e YouTube: lo svela una ricerca sui cord cutter.

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Netflix batte tutti i competitor sul mercato dello streaming, almeno in relazione ai cord cutter statunitensi, ovvero gli utenti che hanno deciso di abbandonare la pay TV via cavo in favore delle nuove piattaforme online. È quanto dimostra una ricerca di MarketingCharts sulla base di dati comScore: il colosso dell’intrattenimento ottiene maggiori visualizzazioni rispetto ad Amazon Prime Video, Hulu e YouTube, anche combinati fra loro.

La TV via cavo, l’equivalente della pay TV satellitare in Europa, è diffusa pressoché ovunque negli Stati Uniti. Eppure il fenomeno del cord cutting, ovvero dell’abbandono degli abbonamenti in favore delle piattaforme di streaming, inizia a farsi decisamente sentire sul mercato. Di tutti gli utenti che hanno deciso di approfittare delle proposte online, la maggior parte sceglie i servizi di Netflix, una piattaforma che riesce a generare più traffico di Hulu, Amazon Prime Video e YouTube combinati. Tuttavia, non sono solo le visualizzazioni a essere rilevanti, ma anche il tasso di engagement: a livello quotidiano, soprattutto in termini di ritorno, sembra che Hulu non abbia rivali.

I dati si riferiscono allo scorso aprile e dimostrano come la gran parte dei consumatori, oltre il 40%, abbia deciso di affidarsi a Netflix nelle ore di punta per l’intrattenimento, quali il prime-time. Segue quindi YouTube con il 18 percento, a cui si aggiungono Hulu con il 14 e Amazon Prime Video con 7. Il colosso dello streaming, inoltre, raggiunge il gradino più alto della classifica anche in termini di media mensile di visione consecutiva: 12.3 giorni.

Sul fronte dell’engagement, così come già anticipato, è però Hulu ad avere la meglio. Il servizio segna una media di 2.9 ore quotidiane, seguito da Netflix con 2.2, YouTube con 2.1 e Amazon Prime Video con 2. Gli analisti, però, sottolineano come queste differenze derivano anche dalle modalità con cui gli utenti si approcciano a queste piattaforme, a seconda delle caratteristiche intrinseche delle stesse.

Netflix tende a puntare sul binge-watching, ad esempio, diluendo sapientemente la trama su tutti gli episodi, così da creare un lungo e complesso film. Ne è dimostrazione l’ultima stagione di “Orange Is The New Black”, rilasciata a inizio giugno, dove le trentasei ore di rivolta delle detenute di Litchfield sono state raccontate nell’arco di 13 episodi di circa un’ora ciascuno. Hulu, invece, tende a offrire una visione più vicina alla TV via cavo, grazie anche alla partnership con le emittenti, quindi è più facile saltellare fra i contenuti anziché focalizzarsi su un singolo show. Amazon Prime Video e YouTube, infine, costituiscono un mix di fruizione rispetto ai servizi precedentemente elencati.