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L’IA di DeepMind fa parkour

Un'intelligenza artificiale che analizza la natura degli ostacoli di fronte a sé e impara a superarli dai propri errori: è il nuovo progetto di DeepMind.

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I ricercatori che operano nell’ambito dell’intelligenza artificiale sono impegnati su algoritmi e soluzioni dalla natura perlopiù incomprensibile per i non addetti ai lavori. Succede però, a volte, che il loro funzionamento risulti addirittura buffo o divertente da osservare. È il caso di un nuovo progetto messo in campo da DeepMind, divisione di Alphabet (Google) al lavoro proprio su IA e machine learning, la stessa che già ha dato i natali ad AlphaGo.

La dimostrazione è nel video in streaming di seguito. Il team ha pubblicato un documento intitolato “Emergence of Locomotion Behaviours in Rich Environments” che affronta il tema legato all’impiego del reinforcement learning per insegnare a un software come muoversi all’interno di ambienti sconosciuti e complessi. Un approccio di questo tipo, oltre a tornare utile ad esempio nelle applicazioni della realtà virtuale, potrà un giorno essere utilizzato per gestire lo spostamento delle unità robotiche all’interno del mondo reale: si pensi ai droni o agli automi chiamati a operare nelle situazioni d’emergenza.

Senza scendere troppo nel dettaglio con informazioni di natura tecnica, il filmato qui sopra è già di per sé piuttosto esplicativo: a una struttura elementare viene chiesto di continuare a muoversi in avanti, dal punto A al punto B, gestendo al meglio la propria struttura per superare gli ostacoli incontrati lungo il cammino. Il percorso si fa via via sempre più difficoltoso, con alti muri da scavalcare o punti vuoti da superare con un lungo balzo.

L’intelligenza artificiale analizza ciò che si trova di fronte a sé e reagisce studiando in tempo reale come muoversi, imparando dai propri errori e migliorando così nel tempo la propria affidabilità. Un’IA, dunque, che cresce sbagliando, proprio come fa l’essere umano, forgiando la propria esperienza e adattandosi all’ambiente che lo circonda.

Immagine: Cornell University Library • Notizie su: ,