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Bambini abbandonati in auto: l’approccio di Nissan

La tecnologia Read Door Alert introdotta da Nissan sul modello 2018 di Pathfinder è potenzialmente in grado di salvare delle vite: ecco come funziona.

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Le statistiche sono impietose: ogni anno, a livello globale, sono 37 i bambini morti per ipotermia dopo essere stati abbandonati nelle automobili dai loro genitori o accompagnatori. Un problema di cui si finisce per parlare periodicamente dopo il dramma, per commentare un doloroso fatto di cronaca, ma che ben presto finisce nuovamente nel dimenticatoio. Su queste pagine, già qualche tempo fa, un appello: si faccia ricorso alla tecnologia per scongiurare la tragedia.

La tecnologia Read Door Alert

Lo ha fatto Nissan, che con l’edizione 2018 di Pathfinder introdurrà un sistema chiamato Rear Door Alert. Si basa sull’impiego di sensori che identificano l’apertura delle portiere posteriori prima di iniziare un viaggio. In questo modo, una volta giunti a destinazione, se le portiere non vengono aperte nuovamente (se ci si allontana in fretta dal veicolo dimenticandosi un piccolo sul retro) l’auto inizierà a suonare il clacson per richiamare l’attenzione e avvisare che qualcosa non va. Sarà inoltre mostrato un messaggio visuale sul cruscotto. Un approccio semplice, ma potenzialmente in grado di salvare delle vite.

L’automaker dichiara che sarà possibile disattivare la funzionalità, attraverso il pannello degli strumenti accessibile dalla dashboard. Ovviamente, ai genitori e a tutti coloro che si trovano a trasportare bambini, sarà consigliato non farlo. Non va infatti dimenticato che all’interno di un abitacolo lasciato in sosta sotto il sole battente le temperature salgono in modo rapido.

La tecnologia Rear Door Alert di Nissan, integrata sul modello 2018 di Pathfinder: il messaggio visualizzato sul cruscotto

La tecnologia Rear Door Alert di Nissan, integrata sul modello 2018 di Pathfinder: il messaggio visualizzato sul cruscotto (immagine: Nissan).

Un bambino abbandonato sul sedile può essere colpito da ipotermia in soli 20 minuti e arrivare al decesso in meno di due ore. Qualsiasi tecnologia in grado di scongiurare un tale rischio è da considerarsi ben accetta in un contesto, quello della mobilità, che punta ad essere sempre più sicuro per tutti, anche per chi non si trova al volante. Con buona pace di coloro che con tutta probabilità storceranno il naso di fronte a un’innovazione di questo tipo, facendo appello a un possibile aumento dell’inquinamento acustico nello spazio urbano.

Fonte: Nissan • Immagine: Halfpoint / Shutterstock • Notizie su: ,