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Google e diversità: sessismo o differenze biologiche?

Un documento circolato internamente al gruppo e subito diventato virale tocca alcune tematiche sensibili per bigG: diversità, gender gap e inclusione.

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Dieci pagine. Tanto è bastato a sollevare un polverone intorno a Google. La vicenda ha preso corpo nella serata di venerdì, quando alcuni dipendenti del gruppo di Mountain View hanno iniziato a discutere su Twitter di un manifesto circolante all’interno dell’azienda, intitolato “Google’s Ideological Echo Chamber”. Il documento, scritto da un non meglio precisato Senior Software Engineer, prende di mira le iniziative messe in campo dal gruppo in merito a diversità e inclusione.

Differenze biologiche

Un tema sensibile per l’azienda e sul quale Google ha già ammesso più volte le proprie responsabilità, rendendosi disponibile a un maggiore impegno. Nel testo trapelato si afferma che la diversa presenza tra uomini e donne nell’ambito software è dovuta principalmente a differenze biologiche tra i due sessi (si afferma che, in generale, le donne sono più “interessate alle persone”, gli uomini alle cose). Inoltre, l’autore sottolinea come la società non dovrebbe mettere in campo iniziative e programmi finalizzati a favorire l’integrazione di minoranze etiche o di genere. Anche i programmi indirizzati a stimolare l’interesse dell’universo femminile nei confronti dell’informatica (come Made with Code) dovrebbero essere sospesi.

Dovremmo smettere di affermare che le differenze nelle retribuzioni siano da associare al sessismo.

Stando a quanto sottolineato da Jaana Dogan, Software Engineer di bigG, molti tra coloro che hanno avuto modo di leggere il documento si sono schierati contro i suoi contenuti, ma non tutti. Un numero non trascurabile di colleghi avrebbe concordato con quanto scritto. Si tratta di un tema sensibile per Google, già sotto indagine da parte del Department of Labor per la differenza di retribuzione riconosciuta ai suoi dipendenti uomini e donne, a parità di ruolo ricoperto.

La risposta di Google

Il non semplice compito di rispondere per calmare il polverone è stato affidato a Danielle Brown, ex Intel e da poco più di un mese nelle fila di bigG, dove ha assunto il ruolo di Vice President of Diversity, Integrity & Governance. Queste le sue parole, un estratto dalla lunga lettera inviata a tutti i dipendenti del gruppo.

La diversità e l’inclusione sono elementi fondamentali dei nostri valori e della nostra cultura, che continueremo a coltivare. Non ci sono equivoci: crediamo che diversità e inclusione siano di importanza critica per il nostro successo come azienda e continueremo a lavorare in questa direzione, con un impegno sul lungo periodo.

Nello stesso documento si afferma inoltre che i dipendenti con una visione politica vicina a quella della fazione conservativa siano oggetto di discriminazione all’interno dell’azienda. L’autore va poi oltre sottolineando come risolvere questo problema, secondo la sua opinione, meriterebbe un’importanza prioritaria rispetto a quanto viene attualmente fatto ponendo l’attenzione su diversità di genere ed etniche.

Fonte: Gizmodo • Via: 9to5Google • Notizie su: ,