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HomePod richiederà iPhone o iPad per il setup

HomePod richiederà un iPhone o un iPad per il suo setup iniziale, sebbene sia compatibile anche con altri dispositivi: è quanto svela un developer.

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Emergono nuove indiscrezioni su HomePod, lo speaker intelligente presentato da Apple alla WWDC e in arrivo nelle mani dei consumatori nel mese di dicembre. Dall’analisi dell’ultima beta di iOS 11, consegnata in questi giorni agli sviluppatori, è emerso come il dispositivo richiederà un iPhone o un iPad per il suo setup iniziale. Un fatto certamente singolare, considerato come l’altoparlante di Apple sia compatibile anche con altri dispositivi dell’azienda.

Il developer Guilherme Rambo ha mostrato, tramite un video pubblicato sulla piattaforma Twitter, il processo di prima attivazione di un HomePod. Tramite iPhone e iPad aggiornati a iOS 11, l’utente deve seguire una procedura di pairing simile a quella di AirPlay, inserendo come codice di verifica le ultime quattro cifre del numero seriale dello smart speaker. Dopodiché viene richiesto di scegliere la lingua preferita di Siri, assegnare l’altoparlante a una tipologia d’abitazione, nonché a una stanza della casa. A quanto pare, questo processo potrà essere concluso solo tramite i due principali device iOS di Cupertino, sebbene la riproduzione possa essere effettuata anche tramite Mac, Apple TV, iPod Touch e qualsiasi altro prodotto targato mela morsicata abilitato ad AirPlay.

Naturalmente, vi potrebbero essere anche dei passaggi aggiuntivi, ad esempio in caso di collegamento a network WiFi che richiedono autenticazione WPA o WPA2, nel caso si sfruttasse l’autenticazione a due passaggi o si facesse uso di iCloud Keychain. Per il funzionamento, inoltre, sembra essere indispensabile essere in possesso di un Apple ID attivo e valido.

Non è dato sapere, almeno al momento, le motivazioni che potrebbero aver spinto Apple a limitare il supporto iniziale a HomePod unicamente a iPhone e iPad, ma una simile scelta potrebbe essere tutt’altro che definitiva. Non si esclude, infatti, che venga implementata una procedura simile anche su macOS High Sierra, ad esempio, in vista del rilascio del prossimo dicembre. Non resta che attendere, di conseguenza, nuovi aggiornamenti dalle parti di Cupertino.

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