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Amazon Prime Video su Apple TV: ritardi per l’app?

Possibili ritardi per il lancio dell'applicazione di Amazon Prime Video su Apple TV, un software annunciato lo scorso giugno nel corso della WWDC.

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Amazon Prime Video, la piattaforma di streaming voluta dal colosso del commercio online, giungerà presto su Apple TV grazie a un’applicazione nativa. L’annuncio ufficiale risale allo scorso giugno: in occasione della WWDC 2017, Tim Cook ne ha confermato la disponibilità a partire da settembre. Eppure, secondo quanto reso noto da Recode, l’appuntamento potrebbe essere posticipato: pare si siano accumulati dei ritardi in fase di progettazione dell’app.

Le fonti di questa indiscrezione non sono ben note, ma pare possano essere vicine all’azienda. Secondo quanto riportato, l’applicazione di Amazon Prime Video non sarà quasi certamente pronta per l’evento Apple di settembre e, ancora, la distribuzione finale agli utenti potrebbe avvenire non prima della fine dell’anno. Al momento, non sono stati esplicitati i possibili intoppi eventualmente incontrati dal gruppo per il porting della piattaforma su Apple TV, tuttavia nulla che possa davvero preoccupare gli appassionati di binge-watching.

Seppur in assenza di un’applicazione nativa, infatti, Amazon Prime Video può essere già da oggi fruito su Apple TV, tramite le comode funzioni di AirPlay. Naturalmente, è necessario essere in possesso di un dispositivo iOS ulteriore rispetto al set-top-box, quale un iPhone oppure un iPad, per inoltrare il flusso video al device e godersi film e serie TV sul grande schermo di casa.

Nel frattempo, non giungono novità di sorta sulla nuova versione di Apple TV, rispetto a quelle emerse negli scorsi giorni. Il nuovo set-top-box dovrebbe ereditare l’estetica del precedente, quest’ultimo risalente al 2015, e incorporare nuove funzionalità tra cui la riproduzione di contenuti in 4K e in HDR. Contestualmente alla presentazione e al lancio, attesa per la seconda settimana di settembre, Apple potrebbe inaugurare un proprio catalogo su iTunes di contenuti in questi formati, forse proposti a 20 dollari per il download. Ovviamente, la riproduzione in 4K e in HDR sarà disponibile anche per servizi terzi, quali le numerose piattaforme di streaming già da tempo abilitare a questi standard.