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TIM, il matrimonio con Enel Open Fiber non si farà

TIM blinda la sua rete ed Enel Open Fiber dice di no ad una rete unica nazionale; la fusione tra TIM ed Open Fiber non si farà.

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Uno dei tormentoni dell’estate è stata l’ipotesi dell’imminente scorporo della rete di TIM e la contestuale sua acquisizione da parte di Enel Open Fiber. Ma come ogni gossip estivo, anche questo è evaporato con l’arrivo di settembre. Giuseppe Recchi, VP di TIM, infatti, ha sottolineato che per la sua società la rete è un valore importante. Inoltre, Recchi ha anche evidenziato che per gestire una rete come quella di TIM servono piani ed investimenti, facendo intendere che un ritorno nelle mani dello Stato, come ventilato da qualcuno, non sarebbe certamente la mossa giusta.

TIM, del resto, dal 2014 ha investito ben 14 miliardi di euro nella rete. Un piano di sviluppo che ben difficilmente una realtà pubblica riuscirebbe a replicare. Inoltre, il VP di TIM ha evidenziato un dato importante e cioè che la rete, di fatto, è già separata in quanto supervisionata da un organismo di vigilanza a cui partecipa l’ente regolatore. Nessuna paura nemmeno di Enel Open Fiber, visto che TIM da sempre è abituata alla concorrenza. Tuttavia Recchi, sempre sul fronte concorrenza con Open Fiber, auspica che le regole siano uguali per tutti.

L’Amministratore Delegato di Enel, Francesco Starace, dal canto suo, ha voluto anche lui fare piazza pulita di tutte quelle indiscrezioni che erano circolate nel periodo estivo. Francesco Starace ha evidenziato, infatti, che ad Enel non interessano “accrocchi” societari con altre realtà e che loro sono occupati a cablare l’Italia e non a fare altro.

Starace, dunque, dice di no ad una società unica tra open Fiber e TIM per la realizzazione di una rete nazionale.

Due dichiarazioni che arrivano quasi congiuntamente e che mettono la parola fine ad un progetto che aveva fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Questo non significa che non potesse esserci qualcosa di vero ma vuole dire che ad oggi non c’è più alcuna possibilità che si arrivi alla creazione di un’unica rete nazionale.