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POS, i costi per gli esercenti

I pagamenti elettronici in Italia ancora non decollano; tra i motivi anche i costi di gestione e di utilizzo dei POS che dal 2015 sono aumentati.

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L’Italia è ancora indietro in materia di pagamenti elettronici. Se all’estero è facile vedere le persone pagare con la carta di credito persino un semplice caffè, in Italia non è raro non poter pagare con il bancomat anche in qualche ristorante, nonostante da settembre scattino le sanzioni per chi non si adegua all’obbligatorietà del POS. L’osservatorio SosTariffe.it ha voluto studiare questo fenomeno per scoprire quali possono essere le cause di questa scarsa diffusione. Uno dei motivi potrebbe essere legato alla mancanza di chiarezza sui costi dei POS, ma soprattutto ai costi per l’installazione e utilizzo del dispositivo, che non è certo gratuito per il commerciante e che quindi ne frena la diffusione.

Tutti i costi che stanno dietro la gestione del POS, infatti, sono tanti e spesso non propriamente chiari e per questo, secondo l’osservatorio, il mobile payment diventa una vera e propria giungla che può spesso scoraggiare chi vorrebbe fornire un servizio completo al cliente. Implementare un POS, dunque, può diventare una spesa molto importante da non trascurare, soprattutto il primo anno di attività. L’osservatorio, quindi, ha voluto capire quanto costi installare ed utilizzare un POS. Le proposte commerciali legate all’utilizzo dei POS sono molto differenziate e dunque la prima cosa da fare per gli esercenti è quantificare il flusso di utenza previsto per capire quale tariffa è la più adatta alle proprie esigenze.

Inoltre, esistono due tipi di POS, uno “fisso“, collegato alla linea ADSL ed uno “mobile” che sfrutta le reti degli operatori ed è gestibile via smartphone. Secondo la ricerca, mediamente per un POS mobile si spendono quasi 61,7 euro, mentre per uno tradizionale circa 77 euro.

A questo costo va aggiunto il canone mensile del servizio di pagamenti. In media questo costo si aggira intorno ai 24,1 euro per il POS su linea fissa e 13,7 euro per quello mobile. La spesa maggiore, tuttavia, l’esercente la sostiene con la percentuale dovuta su ogni transazione elettronica effettuata e non tanto sui costi fissi. In questo caso i costi variano in base alla tipologia di carta scelta dall’acquirente.

Se il cliente, infatti, pagherà con carta di credito, per ogni transazione il commerciante dovrà versare circa il 2,5% di quanto transato (2,44% con POS mobile e 2,72% con dispositivo fisso). Se invece la carta scelta è un bancomat, l’addebito varia da 1,88% per un POS tradizionale a 1,95% con POS mobile.

Per un POS si può arrivare a spendere oltre 6.298 euro annui. Secondo la ricerca, le carte di credito risultano mediamente le più costose, mentre accettare pagamenti con il bancomat è più conveniente fino al 29% in base all’attività e al POS scelto. Rispetto agli ultimi due anni, comunque, i costi non sono affatto scesi, anzi sono aumentati.

Oggi il POS costa dal 6,5% a oltre il 40% in più rispetto al 2015. Gli incrementi maggiori si registrano per chi accetta pagamenti bancomat con POS fisso che vanno dal 33,5% al 40,4% in più. Gli incrementi maggiori si registrano per i negozianti che, rispetto al 2015 pagano l’installazione e il mantenimento del POS dal 12,4% al 40,4% in più.