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Uganda, arriva macchina anti-porno: spulcerà i PC

L'Uganda annuncia l'imminente entrata in vigore della sua macchina anti-porno: spulcerà i dispositivi dei cittadini alla ricerca di materiali hard.

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Duro colpo per gli appassionati di materiali per adulti in Uganda, i quali dal 2014 rischiano di essere incriminati per il possesso di fotografie, video o altri contenuti multimediali a luci rosse. E per rendere il divieto ancora più efficace, il governo locale ha annunciato l’imminente entrata in funzione della sua “macchina anti-porno”, un ritrovato hardware che promette di scovare contenuti illeciti sui computer e sui dispositivi di tutti i cittadini. A confermarlo è Simon Lokodo, Ministro dell’Etica della nazione africana: lo strumento, tratteggiato nel 2016, è giunto nella sua fase finale d’applicazione.

Al momento non sono state rese note le caratteristiche tecniche, sia hardware che software, di questo misterioso macchinario. Secondo quanto reso noto da The Next Web, la strumentazione sarebbe stata commissionata lo scorso anno a un’azienda sudcoreana, ma le effettive capacità non sono state rese note al grande pubblico. Costata ben 88.000 dollari statunitensi, secondo gli esperti di settore potrebbe trattarsi di uno strumento avanzato per la Deep Packet Inspection (DPI), di cui tutti gli ISP locali dovranno probabilmente dotarsi per legge.

Oltre al macchinario, Lokodo ha rivelato l’entrata effettiva in vigore del Pornography Control Committee (PCC), un organismo nato per monitorare la fruizione di contenuti a XXX nonché atto a vegliare sulla condotta morale dei cittadini. La violazione del divieto di possesso e di consumo di contenuti per adulti può portare a multe fino a 3.000 dollari statunitensi, ma anche fino a 10 anni di reclusione a seconda della quantità e della gravità dei materiali conservati.

Grande preoccupazione è stata espressa sia da organismi locali che internazionali, non solo sul fronte della limitazione delle libertà personali, ma anche e soprattutto per i rischi che questa tecnologia potrebbe causare nel lungo periodo. Qualora si trattasse davvero di uno strumento per la DPI, il rischio è che i cittadini vengano letteralmente spiati in qualsiasi tipo di comportamento online ben oltre alla pornografia, un fatto che potrebbe essere sfruttato a vantaggio delle autorità per un controllo esteso degli oppositori politici.

Fonte: The Next Web • Immagine: Aquir via Shutterstock • Notizie su: