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Sony: meno Corporation, più Acceleration

Device connessi, ma anche device in grado di esprimere da soli un valore aggiunto per l'utente: secondo Sony la qualità rimane aspetto centrale.

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All’IFA di Berlino, quest’anno, Sony ha decisamente mostrato il suo lato creativo. Ovviamente, le scelte stilistiche e di design possono essere opinabili, ma l’aspetto che risulta evidente è la voglia di innovare, come marchio generalista, e di far cadere, se necessario, quelle sovrastrutture che tanto fanno da peso morto alle Corporation di oggi.

«Quando è arrivato 5 anni fa, [il presidente di Sony Corporation] Kazuo Hirai ha detto una cosa: “Al di là di fare prodotti connessi che parlano tra di loro, ogni prodotto deve funzionare bene di suo“, e quindi al di là di strutturare le aziende affinché fossero redditizie, (divisione Imaging, Playstation o altre), il suo messaggio è quello di poter offrire un qualcosa che abbia di suo un valore aggiunto, perché è sempre stato nel DNA [di Sony]: qualità premium, che nel mondo audio/video offre un valore distintivo. Che di fatto ci ha visto tornare ad offrire prodotti interessanti negli ultimi anni, in Italia come negli altri Paesi in Europa , acquistando soprattutto una quota importante nelle fasce di prezzo più alte”. Stephan Labrousse, CEO di Sony Italia, commenta così la strategia dell’azienda nel suo complesso.

«Non vogliamo diventare la Bang&Olufsen o la Bose di turno», continua Stephan, «[ma] abbiamo bisogno di esprimere un discorso di qualità [nella maniera in cui il prodotto è] esposto, dimostrato e spiegato. Facendo bene questo, abbiamo trovato una strategia vincente che ci ha visto tornare ad essere stabile, a crescere sui vari mercati ma anche nelle fasce che più interessavano a noi, quindi nel settore Imaging piuttosto che in quello TV. Quando si parla di elettronica, si parla di poter anticipare i nuovi utilizzi. Sony ha sviluppato una serie di progetti avviando il Seed Acceleration Program (SAP), che da 2 anni a questa parte vede la realizzazione di concept [straordinari], qualcuno ancora un po’ nell’immaginario dei nostri ingegneri, [altri] molto più pronti ad essere commercializzati. Un esempio sono le cuffie con l’active noise-canceling, che abbiamo lanciato proprio qui.»

Contrariamente a come si potrebbe pensare, questi progetti non nascono solo in Giappone – madre patria di Sony – ma anzi, ci sono progetti interessantissimi realizzati in Europa.

La volontà è quella di «avere aziende autonome ed autosufficienti, che siano in grado di poter aggiungere prodotti e servizi [al portafoglio esistente]», ma che siano allo stesso tempo distaccate dalle dinamiche della Corporation, che predilige un approccio poco lean allo sviluppo ed iterazione dei prodotti.