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Lenovo e Motorola: tra passato, presente e futuro

Lenovo ha portato tutto il proprio colore all'IFA di Berlino non solo per mettere in mostra i propri device, ma anche per raccontare la propria immagine.

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IFA Berlino 2017, evento il cui eco è destinato a riverberarsi per tutto l’autunno. Durante la visita in fiera, ci si rendeva conto che, tra tutti gli stand di aziende tech, quello di Lenovo era decisamente il più colorato. Al centro dello stand si ergeva una mini-arena in cui i consumatori potevano provare la Jedi Challenge, il set di visore AR e spada laser per diventare uno Jedi e sconfiggere Kylo Ren. “Different is better”, il payoff di Lenovo che da ormai qualche anno identifica la filosofia del gruppo, sembrava un motivetto da potersi ripetere all’infinito, anche senza mai veramente comprendere le fondamenta su cui si basa.

Lenovo

Per averne anche solo un’idea superficiale, basta guardare il nuovo laptop Yoga 920 Vibes, con la scocca posteriore realizzata in collaborazione con lo IED Milano. «Prima di tutto si va ad analizzare la storia dell’azienda, cosa fa, come comunica, i materiali, i colori, i particolari; si vanno a studiare anche i competitors, si analizza cosa sta avvenendo non soltanto nel campo della tecnologia ma anche nel campo della moda, in quanto si possono prendere le palette colori che vengono riutilizzate. La fase di ricerca è quindi fondamentale», racconta Camillo Albanese, responsabile del progetto: «la fase di ricerca è durata circa 2 settimane in progettazione. Purtroppo non siamo più abituati più ad avere dei tempi distesi in fase di progettazione, ma quando riusciamo nell’intento, i risultati si vedono».

A vincere il contest è stato Louis Aymonod: «È stato molto stimolante perché sono state sviluppate diverse proposte e poi da lì sono andato, con l’aiuto dell’insegnante, a scremare e capire quale fosse la direzione migliore. Per esempio sono partito prima da un’analisi attenta del prodotto, in quanto volevo che la grafica della cover comunicasse lo stesso linguaggio del computer. In questo modo, l’idea era quella di comunicare un prodotto come se fosse stato concepito da una sola testa, una sola mente. Io nel mio caso ho deciso di ispirarmi un po’ alla natura, questa infatti crea sistemi complessi partendo da unità basilari; allo stesso modo sono partito dall’elemento geometrico basico bidimensionale: il punto. Questa grafica è infatti molto semplice ma raffinata perché usa sempre lo stesso punto che, cambiando di posizione e dimensione, crea questa sorta di manto che si espande creando una vibrazione visiva che è data proprio dai contrasti e gli stessi contrasti si ritrovano su tutto il computer, in particolare sulla cerniera che è l’elemento iconico dello Yoga.  Quest’ultimo riprende il mondo dell’alta orologeria e crea dei chiaroscuri dati da tutti questi dettagli, da come è levigato e studiato. L’idea, quindi, era quella di dare un prodotto vivo, un prodotto che vive di una sorta di chimica interna tramite questa vibrazione.

Sono partito dallo scrivere una sorta di dizionario che definiva i punti che dovevo rispettare, ossia una palette cromatica neutra che dialogasse bene ed esaltasse materiali come l’alluminio. Volevo elementi grafici piccoli, perché l’idea era quella di esaltare la cura del dettaglio del computer e poi creare qualcosa che desse dinamismo. Si chiama Yoga perché è molto flessibile e in egual modo è anche la filosofia dell’azienda: dinamica, energica, giovanile, fresca. Girando un po’ IFA posso dire che questo è lo stand più colorato e di maggiore impatto. Ho giocato su questi quattro elementi di dinamismo, palette cromatica neutra, esaltazione dei dettagli e un accento di colore che riprendesse lo spirito di Lenovo caratterizzato da innovazione e freschezza».

Ora, l’importante non è comprendere alla perfezione tutti i termini utilizzati da Louis e il suo percorso nel dettaglio, quanto capire che questo è il risultato di una serie di scelte che Lenovo ha fatto per rendere possibile proprio questo tipo di percorso di sviluppo. Da una parte la linea Yoga, dall’altra il brand Motorola, che sicuramente è stato decisivo per il cambio di passo dell’azienda.

Tutto su Lenovo Yoga 920

Motorola

Una breve chiacchierata con Daniele De Grandis, General Manager Motorola, chiarisce la visione completa e delinea la strategia per il futuro prossimo.

  • All’IFA 2017 Lenovo ha presentato Z2 play e Z2 Force, con una grandissima differenza di prezzo. Qual è la spiegazione per il consumatore?

Ovviamente la differenza sta nella qualità costruttiva: lo Z2 Force è un prodotto praticamente indistruttibile che comporta  un sistema costruttivo e dei materiali completamente diversi, unito ad un cuore di tecnologia che permette allo Z2 Force di essere lo stato dell’arte della velocità. E’ un prodotto che supporterà la rete Gigabit e sarà commercializzato sia da TIM che da Vodafone, i quali hanno interesse a sostenere questo traguardo tecnologico.

  • LG ha provato invano lo scorso anno a trovare una soluzione alla quale poi in realtà siete giunti voi.

Ciò che sorprende nell’adozione dei Mods è l’immediatezza, la semplicità e il divertimento nell’accoppiare il Mods al Moto Z. E’ veramente tutto sintetizzato in un click magnetico, senza pairing o alcuna attività. E’ l’estensione dell’utilizzo del Moto Z a quella che può essere la mia necessità o passione: musica, fotocamera, video proiettati su dimensioni notevolissime.

  • Si può immaginare come i classici video su Youtube che fanno vedere la composizione di uno zaino possano essere composti anche solo da Moto Mods e da uno smartphone Motorola.

Certo, e magari lo zaino può diventare uno zainetto! L’ingombro del Mods non è infatti paragonabile a quello di uno smartphone.

  • Manca solo una bag apposita…

La faremo, stiamo pensando anche ad una tower charge.

  • Moto x4 può essere definita come l’iterazione di un prodotto che ha avuto un successo molto importante. Qual è la vostra posizione a riguardo?

Il posizionamento sulla famiglia Moto Z rappresenta la vena innovativa, la filosofia di sorprendere il consumatore finale con la possibilità di avere il proprio smartphone aggiornabile in ogni istante alla nuova passione e/o necessità. Moto X, nell’esecuzione dell’X4 che abbiamo comunicato ieri, fa l’occhiolino ad un esercizio stilistico molto ben riuscito; il design è estremamente raffinato grazie all’introduzione di materiali, colori e dettagli che sono, da quello che stiamo ricevendo in queste ore, molto ben accolti dal pubblico. Storicamente Motorola è stato sinonimo di tecnologia ma anche di prodotti iconici. Credo che Moto X4 possa essere menzionato come uno di quei prodotti in cui il DNA di Motorola si distingue notevolmente, proprio per alcune caratteristiche come la fotocamera circolare con questo dettaglio molto prezioso.

  • Qualche anno fa Lenovo ha acquisito Motorola. Come si sono influenzati tra di loro?

Storicamente Lenovo ha sempre perseguito questa strategia di acquisizione di aziende e di brand. Vedi il caso dei personal computer con l’acquisizione di IBM e lo scetticismo che c’era allora, in contrasto con quanto invece poi Lenovo sia stata capace di avere. La stessa cosa è accaduta con l’acquisizione di Motorola: c’è stato un tempo di transizione in cui le due anime delle aziende si sono dovute integrare.

  • É lo stesso tipo di acquisizione tra IBM e Motorola?

La strategia è la stessa, è chiaro che si tratta di tempi e di settori diversi con dinamiche di business assimilabili ma non uguali.

  • Moto potrebbe accostarsi all’idea di “colorful” che Lenovo ha, apparentemente, inglobato.

Ovviamente il plus di un’azienda come Lenovo rappresenta sicuramente il proprio punto fondamentale nella capacità di innovazione. E questa è un’attitudine che guida indiscutibilmente Lenovo. Inoltre credo che un’altra sua qualità sta nella flessibilità, nella capacità di interpretare in anticipo i trend di mercato e le nuove opportunità di business; da qui anche la volontà di Lenovo di entrare nel mondo degli smartphone con l’acquisizione di Motorola. Credo che entrambe abbiano acquisito gli elementi positivi insiti nelle due anime, fino a fondersi per essere molto più affini l’una all’altra. Ci saranno contaminazioni come è logico che sia, sono entrambe anime che possiedono una propria filosofia e un DNA che si fondono nel corso dei mesi e degli anni contaminandosi in maniera positiva.

  • Questa potrebbe essere quindi la differenza tra IBM che rimane più distaccata dal consumatore finale, e Lenovo.

Il mondo dello smartphone ha dato a Lenovo una connotazione un po’ più legata e orientata verso il consumatore in termini di mercato e di elettronica di consumo. L’anima di IBM è sicuramente molto più professionale, inizialmente legata ad un target di profilo diverso.