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Made for Google per gli accessori di terze parti

Primi rumor sul programma Made for Google, con tutta probabilità rivolto ai produttori di accessori di terze parti come i cavi USB Type-C per la ricarica.

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Alla vigilia dell’evento che vedrà nella serata di domani il gruppo di Mountain View presentare la seconda generazione degli smartphone Pixel e altri dispositivi, spunta una voce di corridoio alquanto interessante in merito a un’iniziativa del tutto inedita chiamata Made for Google. Si tratta di un programma rivolto ai produttori di accessori di terze parti, una certificazione che ne assicura il corretto funzionamento con i device di bigG.

Il pensiero corre subito ai cavi USB Type-C per la ricarica dei telefoni, potenzialmente in grado di danneggiare lo smartphone in caso di comportamento anomalo, ma anche a powerbank, docking station (saranno sempre più diffuse in futuro, seguendo l’esempio di Samsung DeX), custodie e molto altro ancora.

La notizia non è ufficiale (con tutta probabilità verrà confermata durante l’appuntamento di domani in scena a San Francisco), ma riportata dalla redazione del sito 9to5Google, che riferisce di aver ricevuto le informazioni da due fonti rimaste anonime, ma ritenute estremamente affidabili. L’intento di Google sembra dunque essere quello di ampliare sempre più l’ecosistema della propria offerta hardware, fidelizzando così l’utenza anche puntando sulla collaborazione diretta di partner esterni.

Il programma sembra configurarsi in modo del tutto simile a quanto fa ormai da tempo Apple con MFi (Made for i), certificando gli accessori prodotti e commercializzati dalle realtà di terze parti. I partner aderenti hanno la possibilità di utilizzare i loghi della mela morsicata se dai test condotti risultano in conformità con specifiche e requisiti ben precisi (ad esempio resistenza a urti e cadute). È probabile che altrettanto accadrà con Made for Google. Resta da capire se le realtà interessate saranno chiamate a un investimento economico per ottenere la certificazione: una strada inizialmente percorsa dal gruppo di Cupertino, ma poi abbandonata.

Fonte: 9to5Google • Immagine: achinthamb / Shutterstock • Notizie su: