QR code per la pagina originale

Nobel agli scopritori delle onde gravitazionali

Il Nobel per fisica è stato assegnato a tre scienziati che hanno contribuito alla progettazione dei LIGO e alla rilevazione delle onde gravitazionali.

,

La Royal Swedish Academy of Sciences ha assegnato il Nobel per la fisica a tre scienziati statunitensi che hanno contribuito alla rilevazione delle onde gravitazionali. Una metà del premio in denaro (8 milioni di corone svedesi) verrà consegnato a Rainer Weiss del MIT, mentre l’altra metà verrà suddivisa tra Barry C. Barish e Kip S. Thorne del California Institute of Technology. Il premio rappresenta anche un importante riconoscimento per un team di scienziati italiani che ha collaborato con i colleghi statunitensi.

Per rilevare le onde gravitazionali sono stati realizzati tre interferometri di Michelson, due dei quali si trovano negli Stati Uniti, mentre il terzo è nel comune di Cascina in Italia. La prima onda gravitazionale, generata dallo scontro di due buchi neri avvenuto 1,3 miliardi di anni fa, è stata osservata dal LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) il 14 settembre 2015. La scoperta è stata comunicata l’11 febbraio 2016. Gli interferometri statunitensi, progettati con l’aiuto dei tre vincitori del Nobel, hanno rilevato altre due onde gravitazionali. La quarta è stata individuata dall’interferometro italiano VIRGO il 14 agosto 2017, anche in questo caso generata dalla collisione di due buchi neri distanti 1,8 miliardi di anni luce dalla Terra.

Le onde gravitazionali sono state descritte da Albert Einstein oltre 100 anni fa nella sua Teoria della Relatività Generale, ma fino al 2015 nessuno strumento aveva mai confermato la loro esistenza. Le onde gravitazionali sono create quando due buchi neri o due stelle di neutroni ruotano uno/a intorno all’altro/a, dando origine ad increspature nello spazio-tempo. Queste onde viaggiano alla velocità della luce, ma sono molto deboli, quindi è necessario utilizzare strumenti specifici, come LIGO e VIRGO.

Speciale: E=mc²

Fonte: Nobel Prize • Notizie su: