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Elon Musk attacca Google Clips

Elon Musk mette nel mirino la mini fotocamera Google Clips dotata di un sistema di intelligenza artificiale che andrebbe ad invadere la privacy.

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Elon Musk continua la sua personalissima campagna contro l’utilizzo indiscriminato dell’intelligenza artificiale. Come noto, il CEO di Tesla teme che un uso non regolamentato di questa tecnologia possa essere ben più pericolosa della Corea del Nord o delle Terza Guerra Mondiale. L’intelligenza artificiale, infatti, che potrebbe portare alla fine dell’umanità, secondo Musk. Nel mirino del CEO di Tesla è finita, adesso, Google Clips, la mini fotocamera di Big G che si caratterizza proprio per funzionare grazie ad un complesso sistema di intelligenza artificiale.

Poco dopo la presentazione ufficiale, Elon Musk ha condiviso un messaggio su Twitter come risposta ad un video della testata The Verge che descriveva il nuovo gadget di Google. Poche parole “This doesn’t even *seem* innocent” che tradotte letteralmente significano “Questo non prova nemmeno a sembrare innocente” che suonano come una pesante accusa verso Big G perché il loro reale significato si riassume in una parola “spudorato”. Per Elon Musk, dunque, la nuova fotocamera Google Clips è letteralmente “spudorata”. Il riferimento, ovviamente, è al sistema di intelligenza artificiale che decidere in maniera del tutto autonoma e senza bisogno di una connessione ad Internet quando registrare un video o scattare una foto.

Effettivamente, l’uso di Google Clips potrebbe destare alcuni dubbi in merito alla gestione della privacy. La fotocamera, infatti, scatta una foto o registra un video quando riconosce un volto di una persona, senza, però, mai averla vista prima. Chiunque, dunque, potrebbe essere ripreso senza saperlo. Solo un led informa che la fotocamera è accesa.

Google non ha voluto commentare le affermazioni di Elon Musk, tuttavia, un portavoce dell’azienda ha detto a CNET che Google Clips è solamente una fotocamera pensata per catturare brevi clip di 7 secondi dei momenti più significativi di una persona. Non essendo necessaria una connessione ad Internet, nessun dato viene trasferito all’esterno.

Dunque, spetta all’utente salvare e condividere i contenuti.

Per Elon Musk, dunque, queste soluzioni sono pericolose ed invasive della privacy delle persone. La sua personalissima battaglia contro l’uso non regolamento delle intelligenze artificiali sicuramente continuerà ma va, comunque, sottolineato che nel progresso tecnologico, nessuno può dirsi davvero “innocente”. Le Tesla possono essere aggiornate tutte da remoto e di recente la società ha ampliato l’autonomia di alcune Model S e Model X presenti nelle zone colpite dall’uragano Irma per aumentarne l’autonomia.

Potenzialmente, dunque, Tesla potrebbe fare qualsiasi cosa da remoto. Il problema, quindi, forse non è l’intelligenza artificiale ma ciò che oggi i grandi big dell’high tech possono davvero fare con i loro prodotti con i clienti che devono, per forza, fidarsi delle loro azioni.

Fonte: Cnet • Immagine: Pe3k via Shutterstock • Notizie su: