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PornHub: l’intelligenza artificiale diventa XXX

PornHub avvia un progetto di machine learning e intelligenza artificiale per catalogare i video sulla piattaforma: saranno possibili ricerche contestuali.

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La gran parte delle società tecnologiche ha deciso di investire, negli ultimi anni, sul settore del machine learning e dell’intelligenza artificiale. Si tratti di riconoscere volti, catalogare immagini o aiutare la ricerca scientifica, le potenzialità di questo strumento sono ancora molte e per la gran parte inesplorate. E PornHub, uno dei portali di punta per l’intrattenimento dedicato agli adulti, ha deciso di non essere da meno: la società ha deciso di investire sull’IA per catalogare al meglio i contenuti resi disponibili agli utenti.

Così come riferisce Engadget, uno dei principali problemi di piattaforme gigantesche come quella di PornHub è mantenere un catalogo ordinato e pulito. Gli utenti non sembrano essere particolarmente esperti, o forse si dimostrano semplicemente disinteressati, nell’associare i corretti tag e la giusta descrizione ai vari video a luci rosse. E, così facendo, ne risente la ricerca: inserendo nell’apposito campo delle key associate a una determinata pratica, o a uno specifico performer, si può ottenere in risposta una lista abbastanza lontana dai propri desideri.

Per risolvere questo inconveniente, PornHub sta sperimentando un sistema di identificazione visuale basato sul machine learning e sull’intelligenza artificiale: una mente elettronica capace di catalogare, fotogramma per fotogramma, il nome degli attori, alcune loro caratteristiche fisiche nonché la pratica mostrata a schermo. Lo scopo, permettere agli utenti non solo ricerche specifiche, ma anche basate sul contesto: ad esempio il colore dei capelli di modelle e modelli, la location, la varietà di pose ripetute nel filmato e molto altro ancora.

Già 500.000 video sarebbero stati catalogati con il nuovo sistema, ma PornHub punta a elaborare il suo intero e mastodontico archivio entro l’inizio del 2018. In una prima fase, sarà richiesto anche l’aiuto volontario degli stessi fruitori: tramite alcune domande a schermo, dovranno confermare se quanto catalogato in modo automatico corrisponda effettivamente alle immagini mostrate.

Non è però tutto, poiché il sistema potrebbe anche facilitare le attività di management del gruppo, ad esempio eliminando automaticamente duplicati, video di qualità troppo bassa o vietati, nonché contenuti caricati dagli stessi utenti e non pienamente distribuiti per ragioni di copyright.

Fonte: Engadget • Immagine: Chaoss via Shutterstock • Notizie su: