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Twitter blocca, per 11 minuti, l’account di Trump

Per 11 minuti, l'account di Donald Trump è stato sospeso da Twitter; si sarebbe trattato di un errore di un dipendente al suo ultimo giorno di lavoro.

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L’account del presidente americano Donald Trump è stato sospeso da Twitter per 11 minuti. In tutto questo lasso di tempo, l’account presidenziale non è stato più raggiungibile. All’inizio non era chiaro cosa fosse successo, anche perché il social network non aveva rilasciato nessun commento ed ogni tentativo di ottenere informazioni non aveva dato alcun risultato. Successivamente, il social network è intervenuto direttamente, chiarendo cosa effettivamente fosse capitato.

Twitter si è, innanzitutto, scusato della vicenda ed ha spiegato come si trattasse di un errore umano causato da un dipendente dell’assistenza clienti del social network al suo ultimo giorno di lavoro. Che si trattasse davvero di un errore o di uno “scherzo” di un impiegato al suo ultimo giorno di lavoro, questi 11 minuti di blackout sono stati molto caldi per Twitter. Prima che il social network spiegasse effettivamente cosa fosse successo, sui social network erano rimbalzate tantissime possibili tesi tra cui un attacco cracker o l’abbandono del social network da parte del presidente americano.

Per molti, tuttavia, questi 11 minuti sono stati “momenti di gioia”. Come è noto, il presidente Trump utilizza molto Twitter per le sue comunicazioni ed è noto che i suoi messaggi siano spesso al limite per quanto riguarda linguaggio e comportamento.

Di recente, infatti, Twitter era finito sotto accusa di “proteggere” Trump visto che i suoi messaggi, in molti casi, andavano contro le policy di comportamento della piattaforma sociale.

Proprio per questo, molti speravano che il blackout dell’account presidenziale fosse il segno che Twitter non avrebbe più dovuto sostenere l’ingombrante figura di Trump.

Twitter, comunque, di recente ha affermato che avrebbe applicato all’account di Trump le stesse regole utilizzate per tutti gli altri iscritti.

Curioso, comunque, che basti un click sbagliato di un semplice dipendente dell’azienda per bloccare l’account di uno degli uomini più potenti del pianeta.