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DJI usa i suoi droni per spiare gli Stati Uniti?

DJI è stato accusato di aver inviato al governo cinese informazioni sensibili sulle infrastrutture statunitensi registrate con i suoi droni commerciali.

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L’ufficio di Los Angeles dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) ha affermato che i droni di DJI possono essere utilizzati per raccogliere informazioni sulle infrastrutture sensibili degli Stati Uniti e inviare i dati al governo cinese. I modelli commerciali del produttore verrebbero quindi sfruttati come strumenti di spionaggio. DJI ha respinto le accuse, chiedendo una loro immediata rettifica.

DJI è il maggior produttore mondiale di UAS (Unmanned Aircraft System). Il suo catalogo offre un’ampia scelta di droni per l’utenza consumer e professionale. Questi ultimi vengono utilizzati per diversi compiti in vari settori, dall’agricoltura alle costruzioni, molti dei quali sono stati acquistati proprio dalle agenzie governative, oltre che da grandi aziende e forze dell’ordine. Ad esempio, nel documento dell’ICE viene fatto riferimento ai droni DJI usati durante la costruzione di un edificio del Dipartimento della Sicurezza Interna.

I velivoli sono usati anche per monitorare le riserve di acqua, gli hub ferroviari e le centrali elettriche, quindi hanno registrati una grande quantità di informazioni (video e coordinate geografiche, in particolare) relative a numerose infrastrutture sensibili. ICE ipotizza che tali dati siano stati inviati al governo cinese e che potrebbero essere utilizzati per effettuare attacchi fisici o digitali contro gli Stati Uniti e la sua popolazione.

DJI ha dichiarato che tali affermazioni sono false ed ha rimandato al mittente ogni singola accusa. Tra l’altro, gli utenti hanno il controllo completo sull’upload dei dati e il salvataggio automatico dei log di voli nelle app può essere disattivato. All’inizio di ottobre è stata distribuita una nuova versione dell’app Pilot che blocca lo scambio dei dati su Internet.

Fonte: Engadget • Notizie su: , ,