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Mining, così funzionano le criptomonete

Il Mining è l'attività alla base della Blockchain e consta nella serie di operazioni utili a registrare e propagare le informazioni sulle transazioni.

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Mining, Miner, Minare: sono queste parole fondamentali per la comprensione delle criptomonete poiché identificano l’atto pratico di gestione delle monete stesse. Essendo le criptomonete semplicemente una questione di codice e algoritmi, il mining è questione tecnica, condotta attraverso hardware e software appositi, il tutto pensato per restituire un risultato sicuro alla massima velocità possibile. Chiunque intenda “minare” Bitcoin sa dunque che entra nel meccanismo con cui i Bitcoin stessi sono prodotti, secondo regole precise che stabiliscono il numero di monete in circolazione e certificano lo spostamento di proprietà delle medesime.

Mining: tutti i dettagli

Per comprendere come funziona il mining occorre partire dagli elementi base che ne determinano il funzionamento:

I​ ​tipi​ ​di​ ​Nodi

I Nodi sono istanze di software che rendono disponibile la Blockchain per tutti, scaricandone una copia e trasmettendo le informazioni sulle nuove transazioni a tutti gli altri nodi. Alcuni Nodi fanno anche mining, producono dei blocchi matematicamente validi e includono le transazioni in questi blocchi.

Un blocco è la raccolta di un certo numero di transazioni in attesa di essere incluse nella blockchain (solitamente nell’arco temporale di 10 minuti). Queste transazioni pagano una certa tariffa. Generalmente i miner decidono quali transazioni includere (data la limitata dimensione di un blocco) sulla base di questo. Scatta su questo aspetto la corsa al pagamento di una fee maggiore per l’inclusione delle transazioni in tempi rapidi: una sorta di servizio plus per poter accedere con priorità al sistema.

Un blocco è comparabile ad una “pagina” del registro “blockchain” copiato fra tutti i nodi del network. Le pagine del registro, per essere ritenute “matematicamente valide” devono incorporare hash crittografici apposti dai “miner”. Per eseguire questa operazione (appunto, il “mining”) è necessario un alto livello di specializzazione dato da hardware e software adatti allo scopo.

I Miner sono veri e propri “minatori” del Bitcoin (“miners” in inglese), cioè quelle persone o società che inseriscono le transazioni all’interno della rete: rendono ufficiale ogni transazione, includendola in un blocco, dopo averne verificati tutti i diritti di spesa. Quando i Miner producono dei blocchi crittograficamente validi, ottengono in cambio dei Bitcoin. Il Mining quindi è anche il meccanismo tramite cui vengono “emessi” Bitcoin formalmente validi per qualsivoglia transazione.

Potenza​ ​computazionale

Per poter essere sicura e incensurabile, la rete Bitcoin necessita di un altissimo numero di partecipanti che salvino una copia del registro globale Blockchain e che lo validino in modo indipendente grazie a meccanismi crittografici: è questo uno dei principi base del P2P, del resto, ove maggiore è la partecipazione al sistema e maggiori sono la solidità e l’efficienza del sistema stesso. Produrre blocchi validi richiede un numero di calcoli e un impiego di energia molto importante da parte di chi lavora per farlo: negli anni sono nati, dislocati in tutto il mondo, migliaia di Data Center, detti mining farms, dedicati esclusivamente a questo compito. Sono infatti necessarie un’elevata potenza computazionale per elaborare dati e una minima potenza computazionale per poterli verificare.

Chiunque può fare mining: è sufficiente entrare in possesso delle apparecchiature necessarie, e tenere in considerazione i grandi costi energetici correlati alla loro messa in servizio.

Miner​ ​Fee

Le commissioni di transazione servono a remunerare questi nodi, e vengono pagate dal mittente per ogni transazione che si desidera inviare alla rete Bitcoin. La commissione serve proprio per pagare il servizio al miner ed è richiesta per utilizzare la rete Bitcoin. A seconda di quanto veloce si vuole il processo con il quale una transazione viene confermata, è necessario pagare una commissione più o meno alta. Quindi, quando si paga la commissione, si pagano i minatori della rete Bitcoin per rendere ufficiale una transazione e includerla nella Blockchain correttamente. Così come il sistema del contante ha specifici costi di produzione e manutenzione della carta moneta in circolazione, allo stesso modo le criptomonete prevedono costi solidi di gestione del sistema derivanti dal mining e dalle risorse che necessita.

La​ ​generazione​ ​di​ ​moneta

Un algoritmo alla base del sistema stabilisce l’ammontare totale di moneta che dovrà essere generato, pari a un massimo di 21 milioni. Ne stabilisce anche le modalità di generazione, attualmente consistenti in 12,5 bitcoin alla scoperta di ogni blocco (circa ogni 10 minuti). Il quantitativo è programmato per dimezzarsi ogni 4 anni, fino ad arrivare ai 21 milioni di bitcoin prodotti: l’ammontare di bitcoin prodotti è infatti stato di 50 unità per blocco durante i primi 4 anni, 25 per i successivi 4 anni e così via. In termini matematici, il valore dei 21 milioni è l’asintoto a cui tende la curva di crescita dei bitcoin in circolazione, la cui ascesa è continua ma strutturalmente decrescente.

Il Bitcoin è dunque ancora nella sua fase ascendente, ma raggiungerà entro pochi decenni una stabilità che ne determinerà in modo definitivo la sua natura di risorsa scarsa attivando nuovi meccanismi di remunerazione basati sull’efficienza del mining. Il grosso dei Bitcoin è già prodotto e rispetto al QE dell’Unione Europea il Bitcoin inflaziona già meno.

L’ammontare massimo di 21 milioni che conferisce ai bitcoin la qualità di bene scarso, smarca la criptomoneta dalle regole dell’inflazione: il valore non è stabilito a livello centrale, la quantità di moneta è conosciuta da tutti in modo trasparente e decentralizzato e ciò rende i Bitcoin e le altre criptomonete molto differenti dalla valuta a corso legale. Anche per questo le criptovalute vengono spesso paragonate ad oro digitale. Per poter produrre moneta è necessario risolvere l’algoritmo, utilizzando potenza computazionale. Questo compito è svolto proprio dai miner: in cambio vengono remunerati con la Block Reward, il meccanismo appena descritto con cui vengono generati i nuovi Bitcoin. Questo significa che i miner ricevono, per ogni blocco scoperto, i relativi 12,5 Bitcoin oltre alle tariffe di transazione incluse nel blocco stesso.

Mining: si guadagna?

Fare mining significa guadagnare. Tuttavia fare mining comporta il doversi relazionare con una serie di variabili che ne determinano i difficili guadagni laddove l’energia elettrica non abbia costi rasenti lo zero. Non è facile guadagnare facendo mining, quindi, ed è diventato un lavoro vero e proprio, estremamente specializzato, che coinvolge team attivi di decine e decine di persone, su turni, per ogni mining farm, proprio come in una fabbrica. L’opportunità rimane, ma i margini non consentono improvvisazione: soltanto team e strutture qualificate possono accedere a tale opportunità per trasformare tale opportunità in vero e proprio lucro.

Approfondimento redatto in collaborazione con Conio.com