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Bitcoin: chi ha paura della bolla?

I timori legati allo scoppio della bolla dei Bitcoin sono spesso dettati dalla non conoscenza, ma è importante capire la natura esatta del fenomeno.

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Esiste un pericolo legato ad una ipotetica bolla speculativa sui Bitcoin? Nonostante la crescita esponenziale del valore delle criptovalute, potrebbe essere ancora una buona “idea” entrare in questo investimento nella speranza di un guadagno? Di fronte ad un fenomeno tanto nuovo e per molti versi ignoto, come fidarsi dell’impulso all’acquisto senza dover cedere ai timori della diffidenza?

Spesso e volentieri, infatti, il concetto di criptomoneta è affiancato a quello di “bolla”, ma altrettanto spesso e volentieri il pregiudizio è legato più che altro alla mancata conoscenza del sistema nella sua complessità. E quando manca la conoscenza, giustamente, aumentano le barriere all’ingresso. Per fugare i timori occorre dunque dotarsi di conoscenza, dopodiché si potrà giudicare il fenomeno nella sua complessità e con maggior cognizione di causa. Senza diffidenza di sorta, perché non può essere un pregiudizio a dar corpo ad una sentenza circa rischi, opportunità o bolle.

Bitcoin,​ ​valore​ ​alto?

Il valore del Bitcoin è cresciuto incredibilmente. Nel giro di pochi mesi il prezzo è cresciuto rapidamente, ha vissuto alti e bassi legati ad alcune vicissitudini di varia natura, quindi ha proseguito la propria parabola non senza improvvisi e violenti assestamenti. Si può pensare che il suo valore sia cresciuto troppo in fretta o che sia troppo alto? Definire “troppo alto” il valore di un Bitcoin è in realtà un’affermazione strana. Rispetto a cosa, infatti, si può definire alto il suo valore?

Quando si parla di azioni, si può usare come riferimento il Price Earning, ovvero il rapporto fra il prezzo di un’azione sul mercato in un determinato momento e l’utile atteso. Il Price Earning offre un’idea sul fatto che, in un determinato periodo, un’azione sia valutata correttamente o meno rispetto alle aspettative. A differenza delle azioni, però, per il Bitcoin non esiste un valore naturale utilizzabile come benchmark: per il Bitcoin non esiste alcun Price Earning.

Il valore del Bitcoin dipende solo dal mercato, ovvero dalla domanda e offerta della moneta sul mercato: più persone comprano Bitcoin, più alto sarà il suo valore e quindi il suo prezzo. Viceversa, nel caso di minore domanda, il suo valore diminuirà. Non si ha quindi un valore di riferimento, rispetto al quale poter valutare se il prezzo di un Bitcoin sia alto o basso.

Effetto​ ​alone

Nel settore delle valute digitali esiste un valore reale alla base della Blockchain. Ci sono però anche alcuni settori in cui vi è molta “euforia” per l’andamento del prezzo del Bitcoin. Il fenomeno delle forme di autofinanziamento, denominate ICO (Initial Coin Offering), è nato per raccogliere fondi volti a finanziare strumenti per criptovalute. Queste forme di finanziamento, non ancora normate, vengono tuttavia oggi utilizzate anche per molti altri progetti, addirittura anche per progetti non ancora del tutto formati o concreti. Per questo a volte capita che si investa immotivatamente su progetti che in realtà non esistono.

Con la crescita di valore del Bitcoin, si è infatti verificata la crescita di valore anche di altre valute come anche di attività correlate al Bitcoin. Questi aumenti di valore possono verificarsi come fenomeno naturale, in conseguenza alla crescita del Bitcoin. Ci sono però anche casi in cui la crescita può risultare immotivata.

Approfondimento redatto in collaborazione con Conio.com