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TIM, dal primo aprile fatturazione mensile

TIM tornerà al regime di fatturazione mensile dal primo aprile; contestualmente l'operatore aumenterà il costo dei canoni dell'8,6%.

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TIM finalmente ha deciso di tornare alla fatturazione mensile a partire dal prossimo primo di aprile come previsto dalla Legge 172/1 che sanciva il divieto di utilizzare un sistema di fatturazione ogni 28 giorni o 4 settimane. La legge prevedeva un tempo limite per gli operatori per adeguarsi e questa scadenza era stata fissata per il 5 aprile. TIM, dunque, ha deciso di arrivare sino quasi a questo limite per porre in essere questa importante modifica contrattuale.

A partire dal prossimo aprile, dunque, i clienti TIM non pagheranno più 13 canoni all’anno per i loro contratti ma solamente 12. Purtroppo, però, come si temeva, questo cambio di regime di fatturazione porterà ad un lieve rincaro della tariffe. Per compensare le perdite dovute al nuovo regime di fatturazione, TIM ha deciso di aumentare dell’8,6% il costo dei canoni di rete fissa. Una mossa, purtroppo, attesa che quindi vanificherà in parte le nuove disposizioni poste in essere per eliminare un regime di fatturazione che aveva portato gli operatori a richiedere 13 canoni all’anno piuttosto che 12 ai clienti, con i conseguenti guadagni aggiuntivi. Dal primo aprile cambierà il sistema di fatturazione ma la spesa annuale rimarrà, quindi, immutata.

TIM è il primo operatore ad ufficializzare il nuovo regime di fatturazione. Entro il 5 aprile, comunque, tutti coloro che avevano scelto un sistema di fatturazione ogni 28 giorni dovranno fare un passo indietro. Dunque, è lecito attendersi che nel giro di poco tempo arrivino ulteriori annunci simili a quello di TIM anche da parte degli altri player del settore.

Sul piatto rimane, comunque, la questione dei risarcimenti. Nella delibera di AGCOM in cui si multava TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb con una sanzione da 1,16 milioni di euro per non aver rispettato gli obblighi di fatturazione mensile, sarebbe previsto un indennizzo per tutti i soldi richiesti ai clienti senza averne l’autorità.

Nello specifico, l’AGCOM ha previsto nella sua delibera che gli operatori si debbano impegnare a stornare nella prima bolletta con cadenza mensile tutto quanto i loro clienti hanno pagato in più a partire dallo scorso 23 giugno.

Da TIM nessun accenno a questo tema.