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Waymo: sempre meno gli interventi del conducente

La tecnologia di Alphabet per le self-driving car continua nel suo percorso d'evoluzione ed è quasi pronta a rendere superfluo l'impiego del fattore umano.

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Il gruppo di Mountain View preme sul pedale dell’acceleratore per quanto riguarda la guida autonoma: una conferma è arrivata nei giorni scorsi, con l’annuncio del rafforzamento della partnership che ormai da quasi un paio di anni lega Waymo a FCA (migliaia di nuove Pacifica si uniranno alla flotta), mentre l’ennesima testimonianza giunge invece oggi con la documentazione resa accessibile dal California Department of Motor Vehicles.

Sono stati pubblicate le statistiche riguardanti la distanza percorsa dalle self-driving car nel periodo che va dal dicembre 2016 al novembre 2017 e il numero di disengagements mensili, ovvero gli interventi manuali del conducente che si trova a bordo durante la fase di test. Nel primo dei mesi presi in considerazione sono stati in totale undici in 92.722 Km, mentre nell’ultimo solamente uno in 49.111 Km. La maggior parte di questi è avvenuta su strade cittadine e non su autostrade o tratte a lunga percorrenza. Waymo precisa inoltre che quasi sempre avviene per controlli di routine e non per un malfunzionamento del sistema di guida autonoma o per problematiche relative alla sicurezza.

Le statistiche relative agli interventi del conducente sulle self-driving car di Waymo

Le statistiche relative agli interventi del conducente sulle self-driving car di Waymo (immagine: California Department of Motor Vehicles).

Stando alla classifica stilata da Amir Efrati di The Information sulla base delle statistiche ufficiali in possesso dell’ente californiano, Waymo è tra le realtà impegnate nello sviluppo di self-driving car quella con il minor tasso di disengagements (0,18 per 1.000 miglia percorse). Seguono Cruise di General Motors (0,8), Nissan (4,8), Zoox (6,2), Drive.ai (15,4), Baidu (24), Telenav (31,3), Aptiv/Delphi (45,3), NVIDIA (215,8), Bosch (412), Valeo (375) e infine Mercedes (774,6).

L’obiettivo del team californiano è quello di allestire entro i prossimi anni una flotta di self-driving car da destinare al trasporto pubblico, proponendo ai passeggeri la possibilità di giungere a destinazione affidandosi a un servizio di ride sharing senza conducente, in modo efficiente e sicuro.