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Facebook testa il pulsante downvote

Facebook ha iniziato a testare il pulsante downvote che permette agli iscritti di segnalare i commenti inappropriati.

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Facebook ha iniziato a testare il nuovo pulsante “downvote” per dare ai suoi utenti un maggiore controllo sui commenti dei post. Sebbene downvote significhi sostanzialmente “disapprovazione”, questo non significa che questa funzionalità sia intesa con la possibilità di dare all’iscritto la facoltà di affermare che il commento non li piace. L’idea che sta alla base di questa novità è un’altra.

Il test è stato confermato da Facebook che però ha sottolineato come trattasi di un modo solo per segnalare al social network commenti discutibili all’interno dei post pubblicati e non un sistema di disapprovazione che potrebbe ricordare il famoso pulsante “non mi piace” su cui si è speculato per molto tempo. Effettivamente, provando a cliccare sul pulsante “downvote”, il commento sarà nascosto alla vista dell’iscritto e successivamente il social network chiederà all’utente il perché di questa scelta.

L’iscritto potrà specificare che ha deciso di nascondere il commento perché offensivo, fuorviante o fuori tema. La scelta dell’utente, ovviamente, non sarà visibile anche agli altri iscritti di Facebook. Il test, al momento, sarebbe in corso all’interno di un piccolo gruppo di iscritti americani. Trattandosi di un test, il numero di “downvote” attribuiti ad un commento non pregiudicherà la visibilità del commento, del post o della Pagina.

Al momento non ci sarebbe, inoltre, alcun piano da parte di Facebook di voler allargare il test.

Questa nuova funzione, dunque, non è da intendersi come una sorta di modo per esprimere l’antipatia verso un commento ma piuttosto come un modo per gli utenti di moderare da soli i commenti dei post che spesso possono risultare caotici.

Non è chiaro se e quando questa funzione potrebbe arrivare per tutti quanti. Tuttavia è facilmente immaginabile che il nuovo pulsante “downvote” segua la nuova politica di Facebook che punta a voler offrire ai suoi iscritti solamente messaggi significativi e che possano generare interazione.

Dando agli utenti la possibilità di moderare le discussioni, Facebook potrebbe infatti raccogliere questi dati per comprendere meglio che tipologie di discussioni gli iscritti sono interessati a vedere e che dovrebbero essere spinte in alto nel News Feed.

Inoltre, questo sistema potrebbe aiutare il social network anche ad individuare più facilmente le fake news e l’hate speech.