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Sicurezza IoT, crittografia efficiente con un chip

Gli scienziati del MIT hanno realizzato un chip per la IoT che effettua in hardware tutti i calcoli necessari per la crittografia a chiave pubblica.

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I dispositivi IoT (Internet of Things) non sono mai stati molto sicuri. La maggioranza di essi accede ad Internet senza usare la crittografia (oppure sfruttano algoritmi molto semplici), dato che l’esecuzione dei protocolli avviene via software con ripercussioni negative sull’autonomia. I ricercatori del MIT hanno progettato un chip che esegue i calcoli necessari in modo più efficiente e con una velocità maggiore.

Come molti sistemi di crittografia a chiave pubblica, il chip utilizza una tecnica denominata crittografia ellittica. In passato sono stati realizzati chip in grado di gestire solo alcuni tipi di curve ellittiche, mentre il nuovo chip del MIT è progettato per gestire qualsiasi curva ellittica. I calcoli vengono effettuati da specifiche parti del chip. Il moltiplicatore modulare, ad esempio, può gestire numeri a 256 bit, eliminando la necessità di circuiteria supplementare. Ciò riduce il consumo di energia e incrementa le prestazioni.

Il protocollo più utilizzato nella crittografia ellittica è il DTLS (Datagram Transport Layer Security) che governa i calcoli per la curva ellittica, oltre alla formattazione e alla trasmissione dei dati cifrati. L’intero protocollo è stato implementato in hardware, riducendo la quantità di memoria richiesta per la sua esecuzione. Alcuni circuiti del chip possono essere disattivati per ridurre i consumi.

I ricercatori del MIT hanno stimato che l’energia consumata dal chip è 1/400 inferiore rispetto all’esecuzione software del protocollo. Inoltre sfrutta 1/10 della memoria e raggiunge una velocità 500 volte superiore. Si tratta quindi di una soluzione estremamente efficiente. Non è possibile però stabilire una data per l’arrivo sul mercato.

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