Il primo è quello del Concilio Costituzionale, il quale dovrà valutare la costituzionalità della legge al pari di quello che compie in Italia il Presidente della Repubblica. Il Consiglio Costituzionale, insomma, dovrà valutare la bontà del testo alla luce del fatto che «Il Popolo francese proclama solennemente la sua fedeltà ai diritti dell'uomo»: l'accesso al Web è o non è un diritto più di quanto non lo sia il diritto d'autore? Patrick Bloche, deputato socialista che annovera il proprio voto tra i 14 contrari, ha parlato di «legge dell'intimidazione» indicando un nuovo regime "lose-lose" tra artisti e utenti della Rete. Sarà lo stesso Partito Socialista a chiedere una revisione della Dottrina Sarkozy nel nome della sua incostituzionalità.
Il secondo grado di giudizio in cui la HADOPI dovrà ancora essere messa alla prova è quello delle istituzioni europee. Il richiamo della Commissione UE è stato infatti esplicito, sia pur se racchiuso in raccomandazioni dal contenuto generale. L'UE indica, all'interno di uno dei punti posti in evidenza: «riconoscere che Internet può rappresentare una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva e che, a tale proposito, l'accesso alle reti e ai contenuti costituisce uno degli elementi chiave; raccomandare che la questione sia ulteriormente sviluppata sulla base del principio che ogni individuo ha il diritto di partecipare alla società dell'informazione e che le istituzioni e le parti interessate a tutti i livelli detengono la responsabilità generale di partecipare a questo sviluppo, lottando contro le due nuove sfide dell'analfabetismo elettronico e dell'esclusione democratica nell'era elettronica».
La questione dei diritti sarà centrale, poiché la Dottrina Sarkozy chiede di sacrificare un diritto per tutelarne un altro. Una ulteriore raccomandazione, quindi, entra nello specifico: «procedere all'adozione della direttiva sulle misure penali finalizzate al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, dopo aver valutato, alla luce delle attuali ricerche sull'innovazione, fino a che punto sia necessario e proporzionato e vietando nel contempo, in vista di questo obiettivo, il controllo e la sorveglianza sistematici di tutte le attività degli utilizzatori su Internet e garantendo che le sanzioni siano proporzionate alle infrazioni commesse; al riguardo rispettare anche la libertà di espressione e di associazione dei singoli utilizzatori e combattere l'incitamento alla ciber-violazione dei diritti di proprietà intellettuale, comprese talune eccessive restrizioni di accesso instaurate dagli stessi titolari di diritti di proprietà intellettuale».
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