Anonymous: non attaccheremo i server DNS

Giacomo Dotta,

Prende il nome di “GlobalBlackOut” e da settimane è lo spauracchio di chi ritiene che gli Anonymous possano attaccare la rete cercando la più clamorosa delle proteste contro SOPA, ACTA ed altre manovre etichettate come contrarie alla libertà della rete. Gli Anonymous hanno però ora preso le distanze dall’operazione (la quale prevedeva in linea teorica l’attacco ai server del sistema DNS per fermare la traduzione dei domini in IP fermando di fatto l’uso della rete).

Il messaggio è stato pubblicato sul Web e non lascia spazio ad interpretazioni: «GlobalBlackOut è un’altra operazione fasulla. Nessuna intenzione da parte degli Anonymous di fermare Internet». La protesta assumeva del resto contorni particolari per almeno due ordini di motivi: innanzitutto la dimensione della protesta richiede una potenza di fuoco che difficilmente gli Anonymous potrebbero mettere assieme; inoltre non è questo il tipo di azione dimostrativa che la “legione” dovrebbe portare avanti, poiché tagliare la connettività http va esattamente in direzione contraria ai principi del movimento.

L’operazione GlobalBlackOut ne esce pertanto a questo punto ridimensionata: il 31 marzo potrebbe passare senza ripercussioni.

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