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Borders, indirizzi IP vendesi

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Dopo Nortel, un’altra società sull’orlo del fallimento punta sulla vendita dei propri indirizzi IP per racimolare denaro: trattasi di Borders, la quale avrebbe messo all’asta oltre 65 mila numerazioni IP differenti al costo di 12 dollari ciascuna. L’obiettivo è quello di raggiungere quota 768 mila dollari, cifra già messa sul piatto dalla società Cerner.

L’offerta di Cerner si è dunque rivelata la più alta tra tutte quelle proposte, con cifre che in alcuni casi hanno toccato quota 1,5 dollari per indirizzo IP. Numerose sono state le società che hanno provato a mettere le mani su di un così ampio agglomerato di indirizzi, a conferma che tale risorsa diventa giorno dopo giorno sempre più importante in seguito al calo del numero di indirizzi disponibili basati sul protocollo IPv4.

L’affare risulta tuttavia essere condito da alcune problematiche di tipo economico: gli indirizzi IP non possono essere infatti commercializzati sul mercato secondario, benché l’ARIN abbia già in passato acconsentito simili transizioni (come ad esempio nel caso della vendita degli IP di Nortel a Microsoft per 7,5 milioni di dollari). Il prossimo obiettivo da raggiungere potrebbe dunque essere proprio quello di concedere la possibilità di vendere indirizzi IP alla stregua dei nomi a dominio, aprendo maggiormente il mercato e garantendo una più ampia libertà d’azione alle aziende.

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Fonte: The Register

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    ma Nortel non aveva venduto le proprietà intellettuali (IP in inglese) non tanto gli indirizzi IP?