Carrier IQ, class action contro Samsung e HTC
Samsung e HTC sono le prime vittime sacrificali del caso Carrier IQ: dopo le evidenze portate online circa il traffico di monitoraggio registrato sui dispositivi aventi il software precaricato, sono state ore fatte di conferme e smentite, nelle quali chi ha potuto si è tirato fuori dalla polemica. Samsung ed HTC, invece, sono i primi nomi a dover rispondere dell’accaduto dal punto di vista legale.
Una doppia class action è già stata infatti depositata presso Chicago e St. Louis, alla ricerca di danni da centinaia di milioni di dollari a seguito di una attività di monitoraggio non autorizzata tramite un software già definito come un rootkit. Carrier IQ è citato nella causa assieme a Samsung ed HTC, identificando così le parti come co-responsabili dell’accaduto. Le denunce depositate (a cui l’utenza potrà ora unire la propria voce se desiderato) indicano l’attività di raccolta dati come irregolare, tacita e priva di qualsivoglia autorizzazione da parte dell’utente finale.
Mentre Microsoft, Google, Research In Motion ed altri nomi hanno negato ogni coinvolgimento nella questione, Apple ha confermato il codice di Carrier IQ pur sminuendo la portata dei fatti addebitati. Samsung ed HTC sono invece immediatamente stati coinvolti nella prima reazione dal punto di vista legale e presto dovranno rispondere in tribunale della propria eventuale attività di controllo sui terminali.
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