Faceporn non viola il trademark Facebook

Giacomo Dotta,

Che non sia giornata dalle parti di Palo Alto lo si era intuito fin dall’apertura del mercato azionario, con il titolo Facebook nuovamente in picchiata per il terzo giorno consecutivo; a ciò si aggiunge una sconfitta legale che rischia di indebolire in parte il brand “Facebook” il quale, pur se ampiamente noto e distinguibile, vede ormai da tempo un proliferarsi di copie che ne rubano l’impronta per portare avanti progetti paralleli non sempre del tutto positivi per l’immagine del social network.

Ne è un esempio “Faceporn.com“, siti porno al quale il team legale Facebook ha tentato di sottrarre il nome per far sì che nessuno possa far uso di un “facequalcosa” per i propri interessi. La prima sentenza era però andata a favore di Faceporn, e così è stato anche in appello: un apposito test sarebbe infatti stato effettuato verificando il fatto che il trademark Facebook non sarebbe intaccato e pertanto, in assenza di danno procurato, Faceporn può continuare nella propria attività.

L’intento di chi utilizza nomi simili a Facebook è ovvio così come lo è l’allusione al nome del più noto dei social network. Faceporn ad esempio si descrive come “the number one socializing porn and sex network”, presentandosi perciò in parte come un Facebook a luci rosse. Il danno al trademark non è però dimostrato ed i legali di Palo Alto non hanno pertanto altre frecce al proprio arco.

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