Digital.it

FIMI: la direttiva sul copyright è una vittoria

QR code per la pagina originale

La Federazione Industria Musicale Italiana è tra le prime a commentare la nuova direttiva approvata dal Consiglio dell’Unione Europea in merito al prolungamento del copyright sulle opere musicali da 50 a 70 anni.

Quello della FIMI è un plauso esplicito alla direzione intrapresa, una felicitazione per il risultato conseguito ed un motto d’orgoglio per la partecipazione attiva dell’Italia in questo progetto. Spiega Enzo Mazza, Presidente della FIMI, tramite apposita comunicazione ufficiale: «Siamo molto soddisfatti dell’approvazione della Direttiva si tratta di un passo fondamentale per la tutela della creatività europea e soprattutto per gli artisti che rappresentano la produzione europea. Siamo anche grati all’Italia che ha giocato un ruolo fondamentale nella costruzione del consenso necessario a Bruxelles per ottenere questo importante risultato».

Alle parole di Mazza si affiancano anche quelle di Plàcido Domingo, Presidente IFPI, secondo cui l’approvazione rappresenta una importante vittoria per gli artisti. La nuova legge, in particolare, offrirebbe ai performer maggiori garanzie e la cosa «è importante soprattutto oggi che i servizi per la musica digitale rendono disponibile la musica ovunque online».

Una petizione firmata da quasi 40 mila artisti, la prima approvazione del Parlamento Europeo, quindi l’odierna direttiva. Il prossimo passo, da concludersi entro il prossimo biennio, consta nell’adozione della norma all’interno delle singole legislazioni nazionali.

Se vuoi aggiornamenti su FIMI: la direttiva sul copyright è una vittoria inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Fonte: FIMI

  • Daneel

    E’ incredibile vedere le nazioni con l’acqua alla gola sbattere la testa al muro per tirare su soldi senza perdere i voti dell’elettorato (cosa che fa schifo a priori) e poi Unione Europea e altre sezioni degli stati membri approvare leggi vergognose che anche se non alzano le tasse diminuiscono il potere di acquisto che per la gente è la stessa cosa.
    Non sia visto il mio commento come una presa di posizione contro i ricchi anzi se uno ha raggiunto una certa posizione è giusto e sacrosanto che ci guadagni infatti questa legge è trasversale perché ne beneficiano i grandi “artisti” (diciamo artisti anche se la musica non è arte primaria e molti autori hanno firmato degli obbrobri) come i piccoli autori che non hanno mai sfondato ma qui si va oltre, si munge la vacca del popolo senza fine anche dopo anni e anni che musica e canzoni sono andati nell’oblio e 20 anni per la musica sono un’eternità.
    La stessa cosa dicasi per la legge italiana sullo sconto dei libri che sono un bene primario come l’acqua, l’aria e il cibo ma oltre ad essere tassati con l’iva, seppur ridotta, adesso on possono nemmeno essere scontati per salvare una marea di editori che pubblicano libri vergognosi di gente che neanche sa mettere in croce 4 parole ma attirano il popolino.
    Musica e letteratura sono cultura di conseguenza, secondo me, dopo 20 anni dovrebbero decadere i diritti come le tasse da pagare e tutto dovrebbe essere messo disponibile in una grande biblioteca online fruibile dai più poveri ai più ricchi e dovrebbe essere sancito costituzionalmente