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Google, guai sudcoreani

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Google è finita nell’occhio del ciclone in Corea del Sud: il colosso delle ricerche sul web è stato infatti accusato di aver ostacolato le autorità asiatiche durante le indagini intraprese per portare a galla eventuali violazioni da parte della società di Mountain View in materia di competizione sleale nel settore della telefonia mobile.

L’ufficiale sudcoreano Kim Dong-soo ha dunque dichiarato che, in previsione del blitz effettuato negli uffici di Google nel corso del mese di settembre 2011, il gruppo statunitense avrebbe rimosso numerosi file dai propri computer per mascherare eventuali attività illecite. Attività che, secondo l’accusa, sarebbero riconducibili ad un’azione da parte della società volta ad ostacolare la presenza di  NHN Corp. e Daum Communications, i due principali motori di ricerca della Corea del Sud, sui terminali Android.

Qualora la società di Mountain View dovesse esser condannata, poi, secondo le prime ricostruzioni il tutto non dovrebbe arrecare particolari danni all’azienda: il massimo della pena, infatti, dovrebbe essere pari a 172 mila dollari, ovvero una minima parte di quelli che sono i guadagni annuali del colosso delle ricerche nel web.

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Fonte: CNET