Italia-programmi.net: si apre l’inchiesta
Son serviti lo scandalo Easy Download prima e Italia-programmi poi, nonché l’intervento dell’antitrust e decine di migliaia di segnalazioni, per far scattare una vera e propria indagine nei confronti della Estesa Limited, l’azienda con sede alle Seychelles ed alla base della nota truffa che da tempo sta rastrellando denaro tra l’utenza italiana.
Le indagini sono nelle mani di Maria Teresa Gregori e Nicola Maiorano per conto della Procura di Roma. Al centro dell’attenzione v’è il meccanismo truffaldino, del quale più volte Webnews ha segnalato i pericoli, che mette sotto gli occhi degli utenti software apparentemente innocui e gratuiti, ma il cui download porta alla stipula di un contratto farlocco ed alla richiesta di pagamento per un abbonamento annuo da 96 euro. Spesso l’utenza si sente costretta al pagamento a seguito delle ripetute diffide inviate dalla Estesa Limited, la quale agisce però con fare truffaldino e senza diritto alcuno di esigere il denaro dagli utenti.
Gli inquirenti ipotizzano un ammontare della cifra truffata pari a circa 100 mila euro: le tracce del denaro si spengono in un istituto bancario di Cipro e al momento non è possibile andare oltre. Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum, chiede che gruppi quali Microsoft, Adobe o Skype affianchino le autorità nelle indagini per tutelare, oltre che gli utenti, anche l’immagine dei propri gruppi di fronte all’attacco di truffatori che distribuiscono software gratuito esigendo il pagamento di un abbonamento che non trova motivazioni.
Le associazioni dei consumatori (Adiconsum, ADUC) sono a disposizione per ulteriori informazioni. Al momento l’unico consiglio elargibile è quello di evitare ogni pagamento, segnalare l’eventuale caduta nella truffa alle autorità ed ignorare qualsivoglia diffida possa provenire dalla Estesa Limited.
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