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La Germania boccia il trojan di Stato

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La Germania non intende diventare un nuovo moderno Grande Fratello. Dopo la scoperta del trojan di Stato che consentiva la cattura di screenshot e l’intercettazione delle chiamate su Skype, quindi, le autorità si sono mosse ed hanno voluto fissare alcuni paletti oltre cui non andare in futuro.

La scoperta dei hacker del Chaos Computer Club è stata confermata da più parti, con somma sincerità e senza particolari tentennamenti: chi ha fatto uso del trojan pensava di poterlo fare a ragione, entro i termini fissati dalle normative. Ora però, secondo quanto rivelato da New York Times, la Corte Costituzionale avrebbe ritenuto eccessiva l’indiscrezione del meccanismo ed ha pertanto suggerito un approccio differente alla questione. La condanna pubblica si è pertanto accompagnata a quella delle istituzioni ed ora il fronte è comune per la limitazione del raggio d’azione del trojan e dei suoi derivati.

Quel che si andrà a fare è semplicemente una ridefinizione delle possibilità di intercettazione, perché una cosa è una telefonata ed un’altra è un occhio sempre vigile sul desktop. Un codice meglio composto (lo stesso Chaos Computer Club lo ha definito “amatoriale” e zeppo di bug), una maggior sicurezza dei dati ricavati ed una minor invasività rappresentano i punti fermi attorno a cui dovrà ora muoversi il legislatore per accontentare tutti. Perché una cosa è la sicurezza, un’altra è invece un panopticon statale invasivo e poco limpido.

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