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Milano censura i siti gay sul WiFi pubblico

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Milano: città della moda, della trasgressione, della tolleranza, purché il tutto avvenga lontano dalla rete Internet. È quanto si deduce di primo acchito da una curiosa limitazione alle WiFi pubbliche di Palazzo Marino, sede del Comune, dove tutti i siti in odor di omosessualità sono stati preventivamente bloccati.

A denunciarlo è il radicale Marco Cappato, il quale sottolinea come la semplice presenza della parola “gay” o “queer” nell’url di un sito è più che sufficiente per far scattare i filtri anti-navigazione, che il comune parrebbe giustificare con la necessità di evitare la propagazione di contenuti pornografici, illegali o – addirittura – che violino un curioso divieto di abbigliamento provocatorio.

Ma le parole incriminate non sono di per sé sufficienti a indicare attività pruriginose o illecite, perché sotto “gay” rientrano anche siti di informazione, forum di mutuo supporto, enti locali, agenzie di turismo, negozi, ristoranti, discoteche e molto altro ancora. L’assunto che digitando “gay” sul proprio browser si sia alla ricerca di materiale pornografico risulta del tutto aleatorio e fuorviante e, di certo, non rispetta le esigenze di una buona fetta della popolazione meneghina, considerato come sia la città d’Italia con la maggiore concentrazione di omosessuali dichiarati.

È doveroso sottolineare, tuttavia, come probabilmente il tutto sia riconducibile a una leggerezza tecnica, così come successo qualche anno fa per alcuni ospedali italiani dove, inserendo incautamente nei filtri le definizioni scientifiche dei genitali, i reparti di urologia e ginecologia si sono trovati impossibilitati a effettuare ricerche informative in Rete. L’attuale amministrazione comunale, guidata da Giuliano Pisapia, si è da subito dimostrata molto interessata alle istanze della comunità LGBT, tanto che a breve potrebbe arrivare il registro delle coppie di fatto proprio per fornire un primo riconoscimento al variegato “mondo arcobaleno” di Milano.

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Fonte: Repubblica

  • http://profiles.google.com/gabrybabelle Gabry garbal Costa

    ma siamo matti!!!!!

  • Agierre

    Non va dimenticata la provenienza di Pisapia: nell’ URSS l’omosessualità era considerata un reato contro il poPPolo e costava ai finocchi, già puniti dal buon Dio con la privazione della conoscenza delle delizie offerte dalle fanciulle, con 5 anni di Siberia.
    Un buon comunista non dimentica i precetti appresi in gioventù.
    A.R.

  • http://twitter.com/LorenzoSorace Lorenzo Sorace

    Ottimo articolo, molto interessante come spesso per risolvere un problema se ne introducano molti altri :p. Io ho navigato a Pesaro con http://www.simplespot.it e non ho avuto di questi problemi, possibile che non ci siano alternative per il parental control?